Forse sarà una canzone
Pubblicato il 06-07-2025
Ospedale infantile Regina Margherita a Torino, reparto di Neuropsichiatria Infantile. A volte la musica arriva in soccorso per alleviare le numerose difficoltà legate alla malattia e alla degenza ospedaliera che i piccoli e i giovani pazienti devono affrontare nella loro quotidianità.
Grazie a un progetto elaborato da Dear (Design Around) Onlus, un incubatore di progetti multidisciplinari che spaziano dall’architettura al design, dalle arti visive al digital, per promuovere processi di umanizzazione dei luoghi di cura, nel segno dell’inclusione e della valorizzazione delle professionalità e delle persone (pazienti, caregiver, personale sanitario), è nato un brano scritto dai giovanissimi pazienti del reparto, cantato e arrangiato da G Pillola, alias Guglielmo, cantante e musicista di base a Torino, autore dell’album Luna nel cuore. Il singolo è anche accompagnato da uno splendido videoclip in bianco e nero firmato dalla regista Valentina Pozzi, autrice di cinema e video musicali in particolare per Niccolò Fabi (con cui ha ricevuto il Premio Roma Videoclip per Andare oltre), Davide Boosta Dileo, Alberto Bianco, Fusaro. «Ho avuto il privilegio di aiutare l’associazione Dear Onlus – ha spiegato la filmmaker – in un progetto che coinvolge i pazienti del reparto e il talentuoso G Pilloa che, seguendoli in un percorso, li ha guidati per comporre un brano scritto da loro, cantato e arrangiato da Guglielmo. Ho potuto conoscerli, passare del tempo con loro e girare un piccolo video di questo brano bellissimo scritto a diverse mani. Nessuna immagine sarà in grado di restituire ciò che loro hanno dato a me, anche il senso di impotenza davanti a questo tipo di problematiche, ma una cosa è certa. Mi hanno lasciato una gran voglia di essere presente per loro e cercare di allietarli dai loro mali anche solo per qualche ora a settimana. E poi, basta un abbraccio nel corridoio di un ospedale che tutto diventa fattibile insieme».
La produzione della canzone è stata realizzata da Blue jeans. L’associazione presieduta dall’instancabile e vulcanica Anita Donna Bianco, da sempre sensibile alle arti e al mondo della musica, prosegue anche con questo progetto nel percorso di umanizzazione dei contesti di cura, che agisce anche sulla qualità del tempo e delle relazioni, per offrire opportunità di inclusione culturale alle persone che vivono in condizioni di fragilità e malattia, ma anche, come spiegano da Dearm per aiutare gli attori che operano in contesti di cura a utilizzare al meglio le proprie risorse per migliorare processi, relazioni e strumenti.
Guido Andruetto
NP marzo 2025




