Fantasia
Pubblicato il 17-09-2025
Molti ne diffidano e, secondo me, fanno male, perché credo che la fantasia sia qualcosa di nobile. Ed è anche una cosa seria, impegnativa. Innanzitutto, perché ci vuole fantasia, oltre che coraggio, per costruire ponti, riuscire a fare la pace, arrivare al perdono. L'origine di questa parola risale a un verbo greco, antico e soprattutto prolifico: phaino. Con tutte le sue poliedriche sfaccettature, significa mostrare, brillare, rendere chiaro e lampante. La fantasia non ha a che fare con le illusioni, le quali invece, etimologicamente parlando, sono figlie del fallimento. Che poi si sia costruito attorno alle fantasie una cattiva fama, di imbrogli e finzioni, nemiche dello splendore del vero, purtroppo va ammesso, ma è solo una piccola parte dei suoi significati, e non quella essenziale. Perché la fantasia ha a che fare con la creatività, quindi con il costruire nuovi pezzi di realtà, altro che mistificarla. Cose che prima non c'erano, visioni che prima non potevano essere condivise. Basterebbe andare un po' in giro per giungere a riconoscere che la fantasia di chi ci ha preceduto è stata grande. La fantasia ha prodotto cose che a loro volta sono di stimolo per nuove intuizioni e realizzazioni, nelle arti come nella vita quotidiana, nelle tecnologie, nella convivenza tra persone diverse. La fantasia, poi, ha a che fare con la capacità di spiegare. Ci vuole fantasia per spiegare l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo: dalla formazione delle stelle al funzionamento del dna, e oltre. E in effetti ce ne vuole, a maggior ragione, anche per scoprirlo.
NP Maggio 2025
Fabio Arduini




