Effetti collaterali
Pubblicato il 19-01-2026
Cosa può mai dire e pensare una bambina che si ritrova a vivere una guerra? Renad Attallah ha undici anni, nata e cresciuta a Deir al-Balah nella Striscia di Gaza. Anche lei travolta dai giochi senza senso dei grandi che un piccolo fa fatica a comprendere: bombe, morte, fame. Renad ha vissuto tutto, ma a suo modo ha trovato la forza di non arrendersi, di accendere una piccola luce nel buio del conflitto. Lo ha fatto con un paradosso: la semplicità buona del cibo, proprio quando il cibo mancava.
Con l’aiuto della sorella maggiore Nourhan ha aperto un profilo social su Instagram e Tik Tok per diffondere le sue ricette usando come ingredienti le razioni degli aiuti umanitari: lenticchie, riso, qualche spezia, pane e zucchero quando arrivavano. Una parvenza di normalità, lì dove nulla era normale per un bambino. Da agosto Renad vive in Olanda con il fratello gemello e la sorella maggiore. Tutti arrivati in Europa grazie ai corridoi umanitari dell’unicef: un luogo sicuro, la scuola, finalmente un po’ di pace, anche se incompleta perché la mamma e quattro fratelli sono ancora a Deir al-Balah. Renad oggi sembra più grande della sua età. Partecipando a Splendida Cornice, programma culturale di Rai Tre, in una frase ha detto tutto: «La vita non è perfetta, ma sta migliorando. Tuttavia, ho perso tanto, tutto quello che un bambino dovrebbe avere».
Le parole e lo sguardo di Renad sono un dito puntato contro la nostra ipocrisia. Perché sì, c’è speranza in una vita salvata, ma quanto futuro compromesso, quante ferite provocate, quanta innocenza deturpata!
Siamo figli di un’epoca in cui anche la morte dei bambini rientra nella categoria degli effetti collaterali. È successo a Gaza con decine di migliaia di vite strappate, è successo in Ucraina dove i russi hanno bombardato anche gli asili. Succede in Sud Sudan, in Yemen e in tutte le guerre che dimentichiamo o non vogliamo vedere.
I bambini sono vittime due volte. Vittime delle bombe, ma anche dell’empatia selettiva di una certa opinione pubblica occidentale, quella di chi continua a distinguere i dolori, a fare classifiche sui morti, a relativizzare abusi e crimini. Per fortuna, Renad e i bambini come lei ci riportano alla verità dei fatti, a quel grido, a quella responsabilità che ci riguarda tutti: quello che un bambino dovrebbe avere e che nessuno ha diritto di strappare.
Quando lo capiremo, forse il mondo cambierà. Di certo, saremo più umani…
Per rivedere l'intervista di Geppi Cucciari a Renad Attallah nel corso di Splendida Cornice del 16 ottobre scorso: https://www.raiplay.it/video/2025/10/La-bambina-palestinese-piccola-chef-di-Gaza-Non-ho-piu-una-famiglia-ne-un-Paese---Splendida-Cornice-16102025-a525d2f0-3fb1-414b-8361-642df5f0c58b.html .
Matteo Spicuglia
NP novembre 2025




