e-pace

Pubblicato il 10-04-2026

di Sandro Calvani

TUTTI CI RENDIAMO CONTO CHE L’ODIO, la violenza, il crimine internazionale, la corruzione, il bullismo a scuola e nei luoghi di lavoro, la radicalizzazione delle incomprensioni tra religioni e la voglia di conflitto sono alimentati da potenti strumenti nel ciberspazio che fanno a gara a soffiare sfiducia, rabbia, disperazione e isolazionismo. Nella gara a chi distrugge di più il tessuto della società civile, cercando di polverizzarla e renderla davvero liquida e non solidale, si danno da fare gli influencer politici odiatori, i social network, le notizie false, i cosiddetti deep fake, video in rete che sembrano veri, e diverse forme di frodi online con conseguenze devastanti. Tutti insieme fanno milioni di vittime prima ancora che qualcuno spari per disperazione a qualcun altro.

PER RISPONDERE EFFICACEMENTE A QUESTA SFIDE sono nate, prima in Asia e poi nel resto del mondo, forti iniziative di ciber-pacifismo e ciber-nonviolenza. Questi nuovi “Gandhi nel web” si impegnano ad aiutare gli utenti di internet a diventare netizen informati e responsabili che guidano conversazioni e azioni di pace sulla rete internet. Che si tratti di verificare le informazioni prima di condividerle o di astenersi dal condividere notizie non verificate, tutti noi svolgiamo un ruolo importante nella costruzione di un web che sia uno spazio sicuro e inclusivo per tutti. La prima iniziativa online al mondo è nata nel 2005 in India, con la Cyberpeace Foundation fondata e diretta da Vineet Kumar, alla quale si sono poi unite grandi istituzioni filantropiche compresa Google.org e oltre cento partner dell'ecosistema internet.
Nel 2019, con la stessa finalità di rafforzare una rete online educativa e preventiva per la pace, è nato il Cyberpeace Institute con sede a Ginevra.
Gli obiettivi comuni di tutti i ciber-pacifisti sono di rendere il ciberspazio sicuro, stabile ed equo proteggendo le persone dagli attacchi informatici, garantendo la sicurezza umana e promuovendo un comportamento digitale responsabile, andando oltre la semplice tecnologia per concentrarsi sulla dignità umana, sui diritti umani e sulla resilienza negli spazi digitali. Si tratta di assistere gruppi vulnerabili (come ong e operatori sanitari), indagare sugli attacchi e promuovere leggi internazionali che chiedano conto agli autori di reati, creando un mondo digitale incentrato sulla dignità umana, l’uguaglianza e la pace globale.

SI È CREATO COSÌ UN MOVIMENTO PILOTA DI CIBER-NONVIOLENZA con un centro di risorse online multilingue che offrono 650 ore di contenuti multimediali gratuiti e materiali didattici sull'identificazione e il contrasto della disinformazione e sullo sviluppo di contenuti online responsabili, in inglese e in 15 lingue, tra cui hindi, bengalese, telugu, marathi, tamil, urdu, gujarati, kannada, odia (oriya), malayalam, punjabi, assamese, maithili, santali e kashmiri.
 

Sandro Calvani
NP gennaio 2026

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