Diretti al bene

Pubblicato il 28-09-2025

di Cesare Falletti

«Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra». (Gn 1,28) Queste parole della Bibbia, che aprono alla storia dell’umanità sono ben conosciute e vanno meditate in ogni epoca, perché il Creatore dà all’uomo tutta la realtà che ha trovato bella e buona e sulla quale l’uomo deve dominare. Essa è frutto del suo genio, della sua fantasia e del suo amore.

La fecondità e il dominio sul creato sono i doni che Dio ha dato all’umanità prima di ritirarsi (solo apparentemente) e lasciare alla creatura amata il compito di gestire la meraviglia della creazione. Questo passo indietro di Dio la Sacra Scrittura lo chiama: «il riposo del settimo giorno», che trova il suo segno visibile nel Sabato, giorno in cui nel popolo eletto non si deve operare. Questo riposo di Dio ha un significato profondo: la grandezza della creazione è posta nelle mani, nell’intelligenza e nel cuore dell’uomo. Il «siate fecondi» non è solo legato alla procreazione, ma anche a tutta l’opera con cui l’uomo fa crescere, svilupparsi e fiorire l’eredità ricevuta dal Creatore.

Riempire la terra e soggiogarla è un compito difficile, ma grandioso; e il dominare non significa spadroneggiare, ma guidare verso mete sempre più alte e complesse; l’uomo portando verso la sua pienezza il dono ricevuto, scopre sempre nuove meraviglie e fa apparire l’infinita bellezza e bontà di Dio. Oggi ci troviamo di fronte all’Intelligenza Artificiale e questa porta con sé una sfida, quasi un duello, come se volesse estromettere il suo inventore dal dominio della terra, ma questi non ha il diritto di cedere il suo compito: dominare è un incarico ricevuto da Dio e non può cederlo a nulla e a nessuno.

Dominare non vuol dire schiacciare o sfruttare, ma volgere ogni cosa verso il suo fine e per questo il Signore ha munito l’uomo di intelligenza e cuore: con l’intelligenza comprende quale sia il vero fine di se stesso e delle cose che lo circondano e lo aiutano e col cuore trova la forza per non abbandonare il suo compito e lasciare le cose andare in modo non corretto. Uno dei campi in cui questo si avvera, con svolte positive o negative, ma caricando le persone di una grande responsabilità, è la politica, che ha come vero scopo la cura del bene comune, ma che spesso diventa potere egoista e oppressivo.

Sempre l’uomo si è trovato a dover tenere in mano il frutto del suo genio e dirigerlo verso il bene, che è sempre un bene comune. Non so con cosa Caino abbia ucciso suo fratello, ma ogni cosa scoperta o inventata è stata usata per fare il bene e aiutare a crescere, o per uccidere, schiacciare o sfigurare il creato e la persona umana. Non ultima l’energia atomica. Caino ha aperto la pista della distruzione e la morte e Noè ha dovuto rincentrare il cuore umano verso l’adorazione, la giustizia e la vita, quasi facendo sorgere una nuova umanità. Gesù ha riportato il mondo verso la salvezza amandolo tanto da dare la sua vita.

Oggi si è di fronte all’Intelligenza Artificiale: o agiamo con rettitudine mirando il bene comune che ne potrà ricevere un grande incremento e salviamo la nostra libertà di continuare a costruire la casa comune o la carichiamo del male che ci abita e ne saremo schiacciati e schiavizzati. Non c’è nulla di nuovo e l’uomo è sempre sfidato dal «riposo di Dio» che gli mette in mano tutto ciò che è suo. Ma anche nel suo apparente “non esserci” è custode e protettore della sua creatura.


Cesare Falletti
NP maggio 2025

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