Con occhi nuovi
Pubblicato il 03-02-2026
L’Intelligenza Artificiale (IA) sta rivoluzionando la nostra vita in tutti i suoi aspetti. Molti ambiti in cui viene utilizzata destano grandi preoccupazioni, ma non possiamo non riconoscere che ci sono settori in cui l’ia dimostra di essere uno strumento molto utile. Ad esempio, in ambito medico, l’ia sta rivoluzionando la diagnosi, il trattamento e il controllo delle malattie. L’ia ha il grande vantaggio di processare un numero enorme di dati in pochissimo tempo; questo aumenta la velocità e la precisione delle diagnosi e permette di iniziare delle terapie mirate in tempi più brevi rispetto al passato. Inoltre, può analizzare dati genetici e clinici dei pazienti e creare delle terapie personalizzate. Un'altra potenzialità dell’ia riguarda la possibilità di monitorare dei parametri vitali e anticipare il riconoscimento di “campanelli d’allarme” permettendo interventi rapidi. Infine, sempre grazie all’ia è possibile robotizzare alcune fasi degli interventi chirurgici, rendendole più precise della mano umana.
Un recente studio condotto in Europa è stato pubblicato sull’applicazione dell’ia in ambito oculistico: un gruppo di pazienti che da anni viveva senza vedere è tornato a leggere grazie a un minuscolo impianto elettronico guidato dall’ia. Questo dispositivo rappresenta una delle conquiste più promettenti della medicina visiva. L’esperimento ha coinvolto 38 pazienti affetti da una patologia al momento incurabile di una parte dell’occhio, la degenerazione della macula. Chi ne soffre perde progressivamente la vista. Con un impianto simile a un piccolo microchip, inserito sotto la retina, per la prima volta, questi pazienti hanno potuto riconoscere lettere, numeri e parole. Come è possibile? Ai pazienti vengono fatti indossare degli occhiali a realtà aumentata, collegati a un piccolo computer da cintura. La fotocamera integrata cattura la scena e la invia sotto forma di raggio infrarosso al chip, che la trasforma in impulsi elettrici diretti al nervo ottico. L’ia interpreta i segnali e li traduce in immagini percepibili dal cervello, aprendo una nuova forma di visione “digitale”. Uno dei medici che ha partecipato allo studio ha affermato che in passato erano stati sviluppati altri tipi di impianti sotto retinici, con benefici molto inferiori; questa è la prima volta che un sistema ha permesso a pazienti che hanno perso la visione centrale di leggere di nuovo parole e persino frasi, preservando la visione periferica. Un grande risultato che potrà essere ulteriormente migliorato, proseguendo gli studi volti a diminuire eventuali effetti collaterali di un intervento delicato e migliorare ulteriormente i risultati. Un aspetto da considerare in questi sviluppi così rapidi delle applicazioni dell’ia è prevedere la capacità di normare il suo utilizzo affinché sia sicura la prossima immissione nel mercato. Infatti, la responsabilità umana sta sempre nella capacità di sapere scegliere le possibilità “buone” che possono veramente migliorare la vita delle persone. Come direbbe qualcuno di fronte a cose così straordinarie… grande Giove!!!
Valentina Turinetto
NP novembre 2025




