C’è dell’altro!
Pubblicato il 26-04-2026
«Almanacchi, almanacchi nuovi [...].
Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Oh sì certo [...].
Ma se aveste a rifare la vita che avete
fatta né più né meno, con tutti i piaceri
e i dispiaceri che avete passati?
Cotesto non vorrei».
Tratto da Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggiere (Ermanno Olmi, 1954).
La fine di un anno e l’inizio del successivo è sempre tempo di bilanci. Così scriveva Leopardi nel 1832, si attende un nuovo inizio con la speranza che sia pieno di novità e cambiamenti positivi, aspettativa che tuttavia si scontra con una realtà spesso deludente. È la storia di sempre. Ma è davvero così?
In questi giorni parlavo con alcuni ragazzi che si lamentavano di alcune situazioni negative della nostra Italia, piena di difficoltà e carente di opportunità per i giovani. Ma è davvero solo questo?
Nelle ultime settimane alcune zone di Torino sono note per proteste e le prime pagine di tanti giornali parlano di sgomberi e violenze con le forze dell’ordine. Ma non c’è altro? Conosco anche un’Italia diversa, che fa meno rumore, che ogni giorno cammina, spera, si impegna, soffre e non smette di credere nella vita vera, quella di un cambiamento non illusorio perché non è solo l’attesa di qualcosa ma la realizzazione di una novità che parte da me. Sempre in questi giorni tanti bambini e giovani da tutto Italia hanno camminato per dire che la pace ha le nostre mani perché solo se ci mettiamo i nostri nomi e le nostre impronte il mondo può cambiare. La speranza è vera solo se si incarna e tante storie continuano a mostrarlo: bisogna avere il desiderio e il coraggio di cercare e di provare a viverlo. Allora mi piacerebbe dire che ogni anno, più che un insieme di piaceri e dispiaceri, sarà il risultato della gioia e della fatica dei sogni che non vogliono spegnersi. Nonostante tutto. Non è facile ottimismo, è una speranza a volte anche difficile perché ci mette in gioco in prima persona. Ma è l’unica strada autentica.
Roberto Lerda
NP Gennaio 2026




