Casa

Pubblicato il 27-11-2025

di Fabio Arduini

Quattro lettere e due sillabe, un intero mondo di senso per questa parola che è particolarmente densa perché particolarmente umana. La casa è ciò che uno ha fatto propria. O che sente propria perché anche se non la possiede, al suo interno si sente trattato con dignità. Direi in sintesi così: protetto, libero di esprimersi, capace di piccoli o grandi gesti di responsabilità. La casa viene scelta, magari ereditata; certe volte è praticamente quasi imposta, come sa fare (fin troppo bene) il mercato immobiliare. In ogni caso, una casa non è la mera somma di pavimento mura soffitto. Si potrebbe dire che la casa fa la vita e la vita fa la casa, in una relazione viva a doppio filo tra chi abita e il luogo, ed è per questo che ogni singola casa è diversa, anche quando sono disegnate in serie. E ancora, la casa è quel luogo in cui ci si può chiudere da fuori, e poi quando sei dentro, sei già vicino al tempo in cui sei pronto per uscire fuori. Questa dinamica un po’ in bilico un po’ in equilibrio è molto importante, perché quando si spezza, la casa si trasforma in una prigione. Oppure al contrario significa che hai perso le chiavi. Due drammi! Per sdrammatizzare, non dovrei proseguire. Ma purtroppo capita di essere tra quelli che fanno di tutto per non dover rientrare in casa, condannati a trovare ciò che si aspettano. «La casa è dove posso stare in pace, in pace con te»: cantava Jovanotti. Forse lo canta ancora nei concerti. E mi piacerebbe poterlo augurare a tutti, perché tutti sono degni di avere una casa, anche se sono reclusi, anche se sono nemici.


Fabio Arduini
NP agosto-settembre 2025

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