Capiremo lo schema d'amore della vita
Pubblicato il 29-03-2026
Noi siamo parte della Chiesa pellegrina, del popolo dell'Esodo, popolo che cammina nel deserto, che si accampa attorno alla Tenda della Dimora, presenza che irradia luce, popolo che, arrotolata la tenda, riprende il cammino. C'è poi la Chiesa in stato di purificazione, costituita dai fratelli che si stanno purificando nell'Amore e, infine, la Chiesa dei beati, dei Santi.
Noi siamo in continua comunicazione con questi e con quelli: ogni celebrazione liturgica è partecipazione e riflesso della liturgia celeste che si svolge attorno all'Agnello, la cui immagine simbolica è presente nel libro dell'Apocalisse (cfr. i 24 vegliardi e la miriade di angeli).
Ricordo la testimonianza di un amico che visitò il monastero russo del Monte Athos,dove aveva vissuto Silvano. Nel 1922 Lenin proibì l'ingresso di novizi russi nei conventi e, di conseguenza, i monaci erano tutti molto anziani. Al momento della divina liturgia vide avviarsi al coro una processione di monaci cadenti.
Si aspettava una celebrazione desolante, invece i vegliardi, assisi negli stalli, cominciarono a cantare e sembrarono ergersi ritti e irradiati di luce... Parevano proprio i 24 vegliardi dell'Apocalisse intenti a cantare le lodi dell'Agnello: una visione emozionante.
Ogni celebrazione liturgica, quindi anche la Liturgia delle Ore, è partecipazione alla liturgia della Gerusalemme celeste.
Tutti i sacramenti ci introducono nel Paradiso, ma il sacramento che ne racchiude tutta la ricchezza è l'Eucaristia. Alcuni testi a questo proposito: l'antifona al Magnificat nei Secondi Vespri del Corpus Domini, «Ci ha dato un pegno dell'eterna gloria»; l'Adoro te devote, «Ch'io possa contemplarti faccia a faccia e che la mia visione sia beata della tua gloria...»; la celebre lettera testamento di Ignazio di Antiochia, «L'Eucaristia, farmaco di immortalità e antidoto del non morire».
E anche la strofa di un canto pasquale brasiliano: «E quando albeggerà il giorno eterno della piena visione, risorgeremo per aver creduto nella vita nascosta in questo pane».
p. Mario Airoldi
NP Dicembre 2025




