Calzini spaiati
Pubblicato il 29-06-2025
Il primo venerdì di febbraio l’Italia ha festeggiato una ricorrenza buffa e carica di significati. Destinata per lo più ai bambini, la giornata dei calzini spaiati sottolinea la bellezza delle differenze e celebra l’accettazione dell’altro. Con tanta tenerezza nel cuore scrivo queste righe perché per la prima volta questa festa mi vede coinvolta come madre, quindi perdonate eventuali sbavature di emotività. Era il 2013 quando una docente di sostegno della scuola primaria di una cittadina del Friuli ha cominciato a indossare due calzini differenti, molto colorati e divertenti, per raccontare ai suoi bimbi che la diversità è un valore e l’accettazione dell’altro una ricchezza. I calzini sono sempre calzini, anche se sono diversi, anzi: diverso è bello, è interessante, è arricchente. Nel tempo in tanti si sono uniti a questa simpatica “pratica”, immediata ed economica, che si è allargata dalle scuole di ogni ordine e grado, alle corsie degli ospedali e al mondo social. Grazie a quest’ultimo passaggio l’intuizione di una docente è diventata una giornata nazionale, arrivata già alla dodicesima edizione, e ha contagiato anche i grandi, la moda, lo street wear e tutti i social media. Per i bimbi più piccoli, come la mia Anna, mettere due calzini diversi è stato un bel gioco ma è proprio il gioco a farsi veicolo di concetti complessi quali inclusione e rispetto. E non è mai troppo presto per iniziare a seminare buone pratiche…
Elisa d'Adamo
NP marzo 2025




