Brignone: al di là dell’immaginazione
Pubblicato il 04-07-2026
BRIGNONE
Difficilmente, in questo 2026, sarà possibile trovare un'immagine più bella di quella regalataci da Federica Brignone. Il 3 aprile 2025, aveva la gamba sinistra a pezzi, eppure, alle Olimpiadi di Milano e Cortina, ha conquistato qualcosa come 2 medaglie d'oro. Vedere le sue avversarie inginocchiarsi davanti a lei, e lei stessa contraccambiare il gesto, è la più bella lezione di cultura sportiva, che possa esistere, per chiunque. REGINA.
FISHNALLER
Roland Fischnaller, a 45 anni, è diventato il primo azzurro di sempre a gareggiare in 7 rassegne invernali a 5 cerchi. Ricorda una frase della mamma: «Se fai qualcosa, devi farla bene, al meglio che puoi», e «io posso guardarmi dentro, e dire di averlo fatto con lo snowboard». Sul post-carriera, stupisce tutti nell'affermare di volere essere soltanto un contadino felice. Una dimostrazione di umiltà, da parte di chi ama la sua terra. MODESTO.
BASSINO
Dopo la caduta di fine ottobre in allenamento, Marta Bassino, al contrario di Federica Brignone, è stata costretta a rinunciare alle Olimpiadi di casa. Le parole della campionessa sono molto significative, nonostante la disavventura: «Sia nello sport, che nella salute, si affrontano momenti difficili, ostacoli, paure, ma è proprio in quei momenti, che è importante non arrendersi, andare oltre i limiti, vedere la luce dopo il buio». SPIRITUALE.
MATTARELLA
Il presidente Sergio Mattarella è sempre più “pertiniano”, nel senso umano della parola. Il suo calore cresce con il passare degli anni e garantisce una partecipazione non soltanto patriottica, ma anche sentimentale, nel condividere tutto il bello dello sport. Lo avevamo visto così felice soltanto a Wembley, per gli Europei di calcio del 2021 e, a 5 anni di distanza, quel sorriso sincero è riapparso, al momento di festeggiare i medagliati azzurri. PATERNO.
MENICHELLI
Se n'è andato un monumento dello sport italiano. Franco Menichelli è stato uno dei più grandi ginnasti italiani della storia, se non il più grande. Romano, aveva 84 anni. I suoi 1,63 cm custodivano genio, talento e un'enorme capacità di innovare. Rimane, tutt'ora, l'unico azzurro campione olimpico nel corpo libero, la specialità, che colpisce maggiormente l'immaginario collettivo. Riuscì nell'impresa a Tokyo 1964. MEMORABILE.
MALEN
Doniel Malen, nuovo attaccante della Roma, non è entrato nel mondo del calcio italiano soltanto con i gol, ma anche con una semplicità, che non sempre caratterizza i campioni. Frequenta i social, ma in modo molto personale, senza mai trasmettere messaggi arroganti. Uno dei più recenti è stato: «Un altro anno circondato da famiglia e crescita. Grazie, Dio!». Questo, perché la fede è una delle molle dell'uomo, prima ancora che del giocatore. RICONOSCENTE.
HAMEL
A proposito di sportivi, vittime dell'olocausto, la storia di Edward Hamel è una di quelle più toccanti. I tifosi dell'Ajax si erano innamorati, immediatamente, di quell'ala fantasiosa, tanto da definirlo il “Giovane Montone”. Nel 1942, era stato arrestato, moglie, figli e genitori sterminati subito dai nazisti e lui spedito ad Auschwitz. Se qualcuno non capisce che ripassare quella storia serve a non ripetere gli stessi errori, non merita di vivere sulla Terra. MARTIRE.
Carlo Nesti
NP marzo 2026




