Bolle

Pubblicato il 01-04-2026

di Matteo Spicuglia

IMMAGINATE UN BAMBI­NO, LA SUA INNOCENZA, l'incanto che può prova­re con un gioco antico e senza tempo: le bolle di sapone. Basta poco: una bac­chetta da intingere nel prepara­to, un soffio più o meno forte, tanta fantasia. Sfere come di cristallo che salgono su e si in­frangono. Ma non importa, perché c’è sempre un po’ di fia­to per librarsi nell’aria e il gio­co può iniziare un’altra volta.

I BAMBINI SONO MAESTRI, DO­VREMMO IMPARARE DA LORO. Ma oggi non ne siamo capaci, perché per stupirsi – anche delle piccole cose – servono spazi sconfinati da percorrere prima di tutto dentro e poi fuori. Con una particolare cas­setta degli attrezzi fatta di fantasia, ideali, della capacità di alzare lo sguardo e immaginare oltre. Inve­ce, viviamo un tempo in cui sem­bra di non avere più fiato. Magari ci proviamo, ma niente: non creiamo più bolle, perché nella bolla siamo finiti noi. Irrimediabilmente.

LE NOSTRE NON SONO BOLLE DI SAPONE MA DI VETRO, trasparen­ti ma impenetrabili, in apparenza leggere ma pesantissime. Tante bolle che ci fanno credere di avere tutto chiaro, eppure ci impedisco­no di comunicare, di dialogare, di confrontarci, in definitiva di cre­scere. Sono le bolle che ti fanno stare tranquillo, al sicuro: le bolle delle convinzioni granitiche e del­le ideologie che ti fanno sentire sempre dalla parte giusta. Le bolle geografiche che ti fanno pensare di essere al centro del mondo con il tuo sistema di principi e valori. Le bolle culturali che ti fanno credere di essere superiore alla sensibilità di popoli lontani. Le bolle a volte religiose che offrono un’unica chiave di let­tura del mondo e della vita.

LE BOLLE DEL BENESSERE DA DIFENDERE A TUTTI I COSTI, escludendo intere fette dell’u­manità se necessario. Le bolle tech e i loro deliri di onnipo­tenza rispetto all’umano e alla sua complessità. Le bolle gene­razionali quasi sempre sbilan­ciate sugli adulti che considerano i giovani degli eterni ragazzini. Le bolle della guerra dove l’impegno per la pace non ha casa perché è vi­sto come una debolezza. Le bolle dei torti e delle ragioni che legano al passato e impediscono di perdo­nare e aprirsi a un futuro diverso.

TUTTAVIA, LA VERITÀ, ESATTA­MENTE COME L’AMORE, È SEMPLI­CE: bolle così non volano, incate­nano. Bolle così non costruiscono, distruggono. Bolle così non libera­no, rendono prigionieri.
Allora, torniamo bambini, pro­viamo a fare la cosa più dirom­pente e divertente che ci sia: fac­ciamole scoppiare! Senza paura, con coraggio, con un candore da ricercare magari in una memoria antica. Abbiamo un anno nuovo davanti per vincere dubbi e re­sistenze. Per guardare il mondo con occhi nuovi. Per tornare fi­nalmente a volare…


NP Gennaio 2026
Matteo Spicuglia

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