Bolle
Pubblicato il 01-04-2026
IMMAGINATE UN BAMBINO, LA SUA INNOCENZA, l'incanto che può provare con un gioco antico e senza tempo: le bolle di sapone. Basta poco: una bacchetta da intingere nel preparato, un soffio più o meno forte, tanta fantasia. Sfere come di cristallo che salgono su e si infrangono. Ma non importa, perché c’è sempre un po’ di fiato per librarsi nell’aria e il gioco può iniziare un’altra volta.
I BAMBINI SONO MAESTRI, DOVREMMO IMPARARE DA LORO. Ma oggi non ne siamo capaci, perché per stupirsi – anche delle piccole cose – servono spazi sconfinati da percorrere prima di tutto dentro e poi fuori. Con una particolare cassetta degli attrezzi fatta di fantasia, ideali, della capacità di alzare lo sguardo e immaginare oltre. Invece, viviamo un tempo in cui sembra di non avere più fiato. Magari ci proviamo, ma niente: non creiamo più bolle, perché nella bolla siamo finiti noi. Irrimediabilmente.
LE NOSTRE NON SONO BOLLE DI SAPONE MA DI VETRO, trasparenti ma impenetrabili, in apparenza leggere ma pesantissime. Tante bolle che ci fanno credere di avere tutto chiaro, eppure ci impediscono di comunicare, di dialogare, di confrontarci, in definitiva di crescere. Sono le bolle che ti fanno stare tranquillo, al sicuro: le bolle delle convinzioni granitiche e delle ideologie che ti fanno sentire sempre dalla parte giusta. Le bolle geografiche che ti fanno pensare di essere al centro del mondo con il tuo sistema di principi e valori. Le bolle culturali che ti fanno credere di essere superiore alla sensibilità di popoli lontani. Le bolle a volte religiose che offrono un’unica chiave di lettura del mondo e della vita.
LE BOLLE DEL BENESSERE DA DIFENDERE A TUTTI I COSTI, escludendo intere fette dell’umanità se necessario. Le bolle tech e i loro deliri di onnipotenza rispetto all’umano e alla sua complessità. Le bolle generazionali quasi sempre sbilanciate sugli adulti che considerano i giovani degli eterni ragazzini. Le bolle della guerra dove l’impegno per la pace non ha casa perché è visto come una debolezza. Le bolle dei torti e delle ragioni che legano al passato e impediscono di perdonare e aprirsi a un futuro diverso.
TUTTAVIA, LA VERITÀ, ESATTAMENTE COME L’AMORE, È SEMPLICE: bolle così non volano, incatenano. Bolle così non costruiscono, distruggono. Bolle così non liberano, rendono prigionieri.
Allora, torniamo bambini, proviamo a fare la cosa più dirompente e divertente che ci sia: facciamole scoppiare! Senza paura, con coraggio, con un candore da ricercare magari in una memoria antica. Abbiamo un anno nuovo davanti per vincere dubbi e resistenze. Per guardare il mondo con occhi nuovi. Per tornare finalmente a volare…
NP Gennaio 2026
Matteo Spicuglia




