Annunciazione
Pubblicato il 03-05-2026
In questa magnifica icona, purtroppo in parte rovinata dal tempo, troviamo una bellissima e ricca raffigurazione dell’annunciazione, che troviamo nel Vangelo di Luca (Lc 1, 26-38). Dai tratti dolci e delicati tipici dello stile di Rublev, mantiene una ricchezza di simboli e significati, che andiamo a leggere insieme.
L’Arcangelo Gabriele si rivolge a Maria con un movimento tanto evidente quanto composto. Le gambe in atteggiamento di essere giunto a grandi passi verso Maria, il braccio destro proteso verso di lei in segno di benedizione, indicano un movimento veloce quanto maestoso, come se fosse appena “atterrato” davanti alla giovane. È vestito di verde e di blu, colori che indicano la vita dello Spirito e la misteriosa profondità di Dio. Porta il clavo, che troviamo anche sulle spalle di Gesù stesso e degli apostoli che indica che è un “inviato” dal Padre, che viene a nome di Dio stesso. E nella mano sinistra anche lo “scettro”, che spesso troviamo negli angeli, è segno del “potere” di vita che gli è dato da Dio di portare a Maria l’annuncio che cambierà il corso della storia. Le ali dorate e composte, la schiena dritta e il volto dolce danno alla sua figura un senso di solennità e di dolcezza.
Maria, a sua volta risponde con altrettanta dolcezza, il capo leggermente chino verso l’angelo, la mano destra aperta in segno di accoglienza. Nella mano sinistra, tiene il fuso, come se stesse filando per tessere una stoffa preziosa. Il suo filo è rosso, regale, qual è l’umanità, la corporeità, che tesserà al figlio nel suo grembo, con il suo stesso sangue, e la sua stessa carne. Maria è avvolta e quasi “chiusa” dentro il suo regale maphorion di porpora, che nasconde la sua veste blu, (un colore più profondo di quello dell’angelo) e siede sui cuscini di un trono altrettanto regale, indossa le scarpe rosse dell’imperatrice. È lei, infatti, la Regina del Cielo, Colei che per la sua purezza e l’unità profonda con la Volontà di Dio, è scelta da lui per essergli madre. Lei che, con il suo sì atteso da tutta la creazione, farà della sua vita, del suo stesso corpo, un grembo accogliente, una “culla” viva e amorevole per il Figlio di Dio.
Quasi cancellato il raggio di luce che scende in obliquo dall’alto verso lei, e che si divide in tre raggi verso il suo volto: indica la presenza della Trinità in atto di scendere, dopo il suo fiat, per prendere dimora costante in lei.
Sullo sfondo vediamo delle architetture: quella dietro l’angelo rappresenta la “Casa del Padre”, la dimora divina, quella dietro Maria rappresenta lei stessa, quale nuovo tempio, arca della alleanza, figura della Chiesa. Il velo rosso nelle icone indica sempre che ci si trova all’interno, ma in questo caso acquista anche un forte richiamo al “velo del tempio” come simbolo del corpo di Gesù che alla sua morte sarà strappato. Lasciamoci allora condurre a contemplare la nostra fede, a non stancarci di amare e meditare gli eventi meravigliosi che Dio ha disposto anche per noi. In questa magnifica icona, troviamo una bellissima e ricca raffigurazione dell’annunciazione, che troviamo nel Vangelo di Luca (Lc 1, 26-38). Dai tratti dolci e delicati tipici dello stile di Rublev, mantiene una ricchezza di simboli e significati, che andiamo a leggere insieme.
Chiara Dal Corso
NP Gennaio 2026




