Addio re Giorgio
Pubblicato il 28-12-2025

Si è spento Giorgio Armani, re indiscusso della moda italiana e ambasciatore di uno stile riconoscibile, ricercato e mai eccessivo. Possiamo raccontare tanto di lui, come stilista e come uomo, ci proviamo in queste poche righe, partendo proprio dalle sue parole: «Vorrei, con la mia storia, essere un esempio, uno stimolo e ricordare a tutti che il lavoro vero porta lontano». Certo, lui è stato un uomo fortunato: una immensa carriera partita a metà degli anni ’70 che gli ha portato successo, soldi, fama ed una vita incredibile, ma è stato anche un bambino di provincia, timido e introverso; un serio studente di medicina con il sogno della chirurgia; e poi un giovane adulto che inizia a percorrere la strada della creatività grazie al suo primo lavoro da vetrinista alla Rinascente di Milano ed infine un uomo avanti con l’età che, facendo un bilancio della sua esistenza, rimpiange i figli mai avuti e ciò che la vita dorata gli ha tolto. L’evoluzione del Giorgio stilista, sarto, designer, imprenditore, creativo, si intreccia silenziosamente con il Giorgio più privato, portando in passarella le peculiarità del suo essere: la determinazione, l’eleganza e la discrezione, elementi che hanno caratterizzato, da sempre e fino all’ultimo, le sue sfilate. Nasce a Piacenza nel luglio del 1934, trascorrendo l’infanzia tra i bombardamenti, una dura esperienza che gli insegna a sviluppare un equilibrio tra forza e resilienza. Nel 1964 il suo guizzo creativo viene intercettato dallo stilista italiano Nino Cerruti che lo sceglie per collaborare con il marchio Hitman, prima fabbrica di pret-a-porter elegante da uomo. Qui prende forma la sua visione del completo destrutturato e l’utilizzo di una nuova tonalità definita greige, ma di questo ne parleremo nel prossimo contributo…
Elisa D'Adamo
NP ottobre 2025




