Achille & Donald
Pubblicato il 30-08-2026
Quando andavo a scuola avevo un compagno di quelli che ora chiamano bulli, ma ai tempi erano apostrofati diversamente. Minacciava spesso me e alcuni miei compagni di qualsiasi cosa possibile. Avendo avuto la fortuna di trovarmelo il primo giorno come compagno di banco, per approcciarsi, mi disse: «Ehi quattrocchi, se nelle verifiche non mi fai copiare sarai nei guai». Io gli risposi: «Tranquillo fai pure!». Si chiamava Achille e mi sentii subito a mio agio con lui. Poi girandosi verso il compagno dietro di noi disse: «Con questo che ha gli occhiali sono a posto». All'epoca chi aveva problemi di vista era sempre “visto” come o uno sfigato o un secchione, e in qualche raro caso entrambe le cose. Oggi è diverso perché gli sfigati sono stati promossi al grado di Nerd e hanno anch'essi una dignità e un luogo in cui stare. Ma quei tempi, per Achille e tutti quelli che avevano dei preconcetti su una categoria, furono anni di grandi scoperte. Ben presto grazie a me fu costretto a sbattere il naso dentro la dura realtà dei fatti. Ovvero non tutti i quattrocchi erano dei secchioni, ma potevano essere semplicemente degli sfigati. Alla prima verifica io presi 3 e lui 2 perché cambiò una risposta: non voleva fare proprio tutto uguale a me e il fato non fu dalla sua parte. Per qualche strano motivo smise di copiare da me e, riconoscendomi come suo simile, in qualche modo diventammo amici e iniziò a minacciare altri miei compagni. So che l'associazione è un pò ardita, ma in questi giorni mi è tornato alla mente Achille ascoltando le continue minacce di Donald al mondo intero. E ho pensato: «Non sarebbe bello se qualcuno inventasse un metodo per guarire i bulli negli anni della scuola, prima che diventino presidenti di qualche Paese?».




