A difesa della vita
Pubblicato il 05-12-2025
Tocoa, Honduras, 14 settembre 2024. Juan Antonio López, 46 anni, viene ucciso a colpi di pistola mentre si trova sulla sua auto. Sposato e padre di due figlie, impegnato nella pastorale sociale della diocesi di Truijllo sta tornando a casa dopo la messa.
Tra i suoi compiti il principale, oltre la diffusione della Parola – è un uomo dalla fede profonda, vissuta fin da bambino – è la protezione del territorio, le cui risorse naturali vengono sfruttate dalle grandi compagnie industriali, con gravi conseguenze per la salute della popolazione.
Nella sua azione, Juan si ispira alle parole e ai gesti del santo vescovo Oscar Romero e nonostante le minacce ricevute dalle compagnie non recede dal suo compito. Al momento dell’assassinio, aveva da poco denunciato la contaminazione dei fiumi Guapinol e San Pedro, a causa dei progetti minerari illegali.
Le indagini hanno dato per certa la connivenza tra estrattori e autorità governative. Già nel 2022 si erano registrati altri due casi simili: quello di un operatore pastorale, e del sacerdote cattolico Enrique Vásquez.
«Sangue dei martiri, seme di cristiani»: la Rete ecclesiale ecologica mesoamericana (Remam) dell’Honduras afferma che «Juan non muore, si moltiplica.
Lui e gli altri sono dimostrazioni della fedeltà del Dio della Vita, che mantiene sempre la sua promessa».
Annamaria Gobbato
NP agosto/settembre 2025




