A cena con Giulia

Pubblicato il 30-05-2026

di Max Laudadio

ESSERE AMATI SENZA RENDERSENE CONTO È ASSURDO, perché ho sempre pensato che l’amore disinteressato che ricevi dovrebbe comunque portare alla restituzione dello stesso sentimento.
E spesso invece, di questo amore, non ce ne rendiamo nemmeno conto.

DOVETE SAPERE CHE QUALCHE MESE FA L’ASSOCIAZIONE DI BENEFICENZA, di cui faccio parte, ha denunciato un circolo politico, nella figura del suo presidente in carica, per il reato di diffamazione.
Il signore in questione ha pubblicato un post sui social nel quale faceva intendere che mia moglie, nel suo ruolo di sindaco, avesse favorito l’associazione in un progetto, proprio in virtù del mio coinvolgimento. Evidentemente il post cercava solo di creare scalpore perché ogni atto pubblico e ogni nostra azione hanno sempre rispettato tutte le normative in vigore e, nel caso specifico, il suddetto progetto non aveva nemmeno mai realmente visto la luce. Sta di fatto che solo un giudice terzo sembrava potesse chiarire la situazione. Ma nessuno di noi si sarebbe aspettato quello che poi è realmente accaduto.
Giulia è una gentile amica che conosco da anni, e la medesima relazione ce l’ha con il presidente del circolo politico protagonista di questa storia.

UN GIORNO, INASPETTATAMENTE, GIULIA MI HA CHIAMATO per invitarmi a una cena a casa sua, sottolineando che sarebbe stato presente anche il presidente del circolo politico.
Voleva che ci incontrassimo di persona. Devo essere sincero, ho accettato solo per l’affetto che nutro per la signora Giulia perché, conoscendo chi avrei avuto davanti, avevo la certezza che ne saremmo usciti più fermi di prima sulle nostre reciproche posizioni.

GIULIA, DOPO AVERCI ACCOLTO A CASA SUA, HA ESORDITO COSÌ: «Ragazzi, sapete quanto io sia legata a voi due; quanto mio marito vi adorasse quanto era in vita; quanto entrambi siate importanti per il paese in cui viviamo. Il vostro litigio ha creato una vera frattura e non vi nego che sono mesi che piango ogni giorno per questa brutta situazione. Non riesco ad accettare che non siate in grado di parlarvi, ascoltarvi, cercare di sanare le vostre divergenze. Prego ogni giorno per voi. Prego ogni giorno affinché possa venirvi la voglia di provarci. Stiamo vivendo in un mondo dove respiriamo guerra ovunque, la pace sembra sempre di più un miraggio, e non comprendo come sia possibile che, almeno in un piccolo paese, non si riesca a cercare di vivere in pace. Oggi vi ho convocato per dirvi questo: dimostrate con le azioni che la pace la si può ottenere attraverso i piccoli gesti, nell’incontro vero, nel dialogo costruttivo che porta a un compromesso giusto e in cui nessuno rinuncia a niente, ma dove tutte le parti cedono in qualcosa con il solo fine di non fare la guerra. La pace la si costruisce così. Volendola.
Desiderandola veramente e non con chiacchiere sterili ma con gesti, azioni e fatti». E poi ha concluso: «Non vi lascio uscire di qui se non trovate una soluzione. Buon dialogo».

COMPRENDERE QUANTO FOSSIMO ENTRAMBI FORTUNATI a ricevere un amore gratuito così importante, ma anche solo che una persona fosse così scossa a causa nostra, tanto da doverci pregare di ripensare a come arrivare a una soluzione, ci ha commosso. Abbiamo pianto. Entrambi. Senza vergogna.
Quella cena, che apparentemente sembrava inutile, si è trasformata in una lezione di vita. Tra le più importanti. Tanto da farci guardare dentro e, contemporaneamente, decidere di lasciar perdere e dissuaderci dalla volontà di ricevere una sentenza scritta per affermare le nostre idee.

L’ASSOCIAZIONE ON IL GIORNO DOPO HA RITIRATO LA DENUNCIA e il circolo si è impegnato a non diffondere più teorie assurde solo per meri fini politici. Insieme abbiamo condiviso un post sui social, dove abbiamo raccontato l’accaduto e con la speranza che quello che ci ha insegnato Giulia, e conseguentemente il nostro gesto d’incontro, potesse diventare esempio per altri. Una piccola testimonianza, ma estremamente forte per quello che rappresentava: la pace la dobbiamo pretendere, promuovere, cercare, ma principalmente la dobbiamo vivere in ogni nostro gesto. Sempre. Grazie di cuore Giulia.
 

Max Laudadio
Febbraio 2026

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