Danzare nella luce

Pubblicato il 31-05-2026

di Mauro Tabasso

Nel Candide di Voltaire il precettore Pangloss e il suo discepolo Candido si recano in Turchia per intervistare un derviscio famoso per la sua saggezza. I due gli domandano come mai Dio abbia creato un animale così bizzarro come l’uomo, considerata la quantità di mali spaventosi presenti nel mondo. L’eremita dapprima li invita a tacere, poi, dinanzi alle insistenti elucubrazioni di Pangloss sul migliore dei mondi possibili, sbatte loro la porta in faccia. Scortesia? Niente affatto.

I dervisci non filosofeggiano, non dissertano, bensì danzano, in un movimento perpetuo e rotatorio, che richiama il moto cosmico. Le braccia sono aperte, una rivolta verso l’alto (per ricevere da Dio) e una verso il basso (per distribuire amore sulla terra). Una danza rotante che unisce preghiera e meditazione, un ponte fra umano e divino che l’unesco ha riconosciuto come patrimonio dell’umanità, celebrata da Franco Battiato nella canzone Voglio vederti danzare, uscita nel 1982 all’interno dell’album L’arca di Noè. La danza circolare della donna amata, che sembra far girare la stanza tutt’intorno, è in realtà un viaggio attorno al mondo.

Gli esseri umani, nonostante le differenze religiose, sociali e culturali, hanno una radice istintiva comune, rappresentata dal ritmo musicale e dal movimento. Dai Dervisci rotanti che girano sulle spine dorsali, ai danzatori bulgari che ballano ascoltando Radio Tirana, dai ballerini dell’Irlanda del Nord alle coppie di anziani che si abbandonano al ritmo di sette ottavi nelle balere romagnole, tutti, a qualsiasi latitudine, possono entrare in contatto con la loro essenza più profonda semplicemente danzando.

Ne Il sol dell’avvenire, Nanni Moretti interpreta Giovanni, un regista settantenne che attraversa una crisi profonda, sia personale che politica e che sempre più fatica a riconoscersi nel cinema commerciale contemporaneo. Una delle scene più divertenti ed emozionanti del film ha inizio quando partono le note di Voglio vederti danzare di Battiato, con il protagonista e l’intera troupe che iniziano a muoversi in modo vorticoso, imitando le danze sufi dei dervisci rotanti. Moretti usa la figura del derviscio come simbolo di ricerca di una felicità apparentemente perduta, di un’armonia ancora possibile nonostante la complessità del mondo, praticando la tolleranza indicata dal sufismo islamico. Ecco allora che il migliore dei mondi possibili, quello ricercato da Candido e Pangloss, si può realizzare soltanto attraverso una danza di comunione universale, che accoglie e armonizza anziché respingere il diverso. La pace interiore e quella esteriore, per Battiato come per Moretti, passano solo attraverso l’armonizzazione degli opposti, cuore e mente ben aperti verso ciò che sulle prime ci appare estraneo e inconciliabile. Il sole dell’avvenire sorgerà quando la smetteremo di marcare differenze invisibili, demonizzando ciò che è al di là e santificando a priori tutto ciò che è al di qua dei nostri confini immaginari, liberi da visioni identitarie pericolose e tossiche, e capaci di ritrovare noi stessi danzando nella luce.


Mauro Tabasso con Valentina Giaresti
NP Febbraio 2026

Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Clicca qui per maggiori dettagli

Ok