Controcorrente
Pubblicato il 31-12-2025
Per il filosofo Immanuel Kant «Tutto ha un prezzo, oppure ha una dignità». Se ciò che ha un prezzo può essere sostituito con qualcos’altro di equivalente, ogni essere umano possiede dignità, è insostituibile e non può essere considerato un mezzo per raggiungere fini altrui.
In tempi più recenti Piero Calamandrei afferma che il fine politico della nostra Costituzione è «dare a tutti gli uomini dignità di uomo». Arrivati ai nostri giorni il traguardo sembra allontanarsi sempre di più, perché nella nostra società malata sono molte di più le persone che hanno un prezzo rispetto a quelle che hanno una dignità. Nel suo saggio intitolato Dalla parte del torto Tomaso Montanari scrive che «peggio della guerra sono stati i decenni di dittatura del mercato e di primato del denaro sull’uomo: divampa la guerra tra i poveri, alimentata dagli imprenditori della paura». Il nostro sistema sociale ed economico non è compatibile con i diritti umani, poiché nega la dignità all’individuo. «Ci vuole coraggio di vederlo e di dirlo – continua Montanari – un coraggio che avevamo e che abbiamo perduto quando ci siamo fatti convincere che di ventare adulti significa accettare il mondo così com’è». Un invito a essere consapevoli dei dogmi e dei compromessi imposti dalla società capitalista e ad agire responsabilmente come individui, con un pizzico di quello spirito anarchico e ribelle che sempre caratterizzò Fabrizio De André.
Nella canzone Smisurata preghiera, suo testamento spirituale, il cantautore celebra tutti coloro che hanno il coraggio di viaggiare in direzione ostinata e contraria, nonostante la superficialità e l’arroganza della maggioranza, «per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità». Un testo scritto a quattro mani con Ivano Fossati, partendo dai versi del poeta colombiano Alvaro Mutis. De André rivolge una preghiera a quello stesso Dio in cui non crede, affinché non dimentichi i servi disobbedienti alle leggi del branco, meritevoli di essere aiutati «come una svista, come un’anomalia, come una distrazione, come un dovere». L’invocazione non può che essere smisurata poiché, come dice lo stesso autore, «probabilmente non sarà ascoltata da nessuno, ma noi ci proviamo lo stesso». De André canta per tutti coloro che hanno scelto la solitudine in nome della libertà, i cosiddetti emarginati, solo all’apparenza “perdenti” in quanto esclusi dalla società, ma in realtà veri vincitori, poiché capaci di cogliere la profondità della vita. Una canzone ancora oggi attuale, un tributo al coraggio dei singoli, scritto da un uomo vissuto di parole, sempre scelte e pensate con amore e precisione. Come disse lo stesso De André, «Le parole sono uno strumento potente di creazione. Danno un’identità al mondo in cui vivo, un mondo fluido, magmatico e imprendibile. Voglio conoscere il mondo, tutto, voglio entrarci per liberare e per liberarmi. Accosto le parole alla musica per raccontarlo, questo mondo. L’unico possibile, l’unico cantabile e l’unico narrabile. Sono un cantastorie con le corde della chitarra a farmi da dita e le ali dell’immaginazione per volare sull’altalena del mondo».
Mauro Tabasso
NP ottobre 2025




