Spiritualità della pace

Dedichiamo la nostra vita, la nostra preghiera incessante a convertire il "lupo" della guerra, della fame, della disoccupazione, della non vita e soprattutto il "lupo" che è in noi perché la pace, che è dono di Dio, si manifesti tra gli uomini.
La pace è possibile, ma l'uomo deve volerla. Ci sarà pace se ci sarà riconciliazione, se ci si chiederà reciprocamente perdono, se l'odio si scioglierà, se emergeranno rispetto, concordia, mansuetudine.
Serviamo la pace con tutto il cuore, un cuore disarmato che ha cancellato le parole nemico, rancore, mio, per sostituirle con la parola "perdono".
Non è la giustizia né la rivendicazione dei diritti a fare incontrare gli uomini, ma è la scelta della bontà che li rende ricercatori di giustizia, persone solidali. 
I buoni non sono mai stranieri nel mondo, non sono estranei a nulla e a nessuno.
La bontà è disarmante: pone la persona prima di ogni altra ragione o interesse, considera l'altro non come potenziale nemico, ma come qualcuno con cui si può dialogare, fa incontrare gli uomini al di là delle diversità e fa sentire la diversità come ricchezza per aiutare a crescere.

Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Clicca qui per maggiori dettagli

Ok