Il pane e il potere - O pão e o poder

Pubblicato il 22-03-2026

di Arsenale della Speranza - S.Paolo

Dal 2007 si svolge ogni anno il Concorso Letterario della Biblioteca dell’Arsenale della Speranza, rivolto agli ospiti della casa. Questa attività, ormai tradizionale, ha l’importante funzione di permettere forme di comunicazione ed espressione e di rendere visibile la vita quotidiana, i pensieri, i sentimenti, le aspirazioni e le storie di ciascuno che ha il coraggio di non lasciare la pagina in bianco.
Quest’anno il tema è stato “La Speranza della Fraternità: Pace, Incontro, Armonia”, ispirato al discorso di papa Francesco rivolto al SERMIG e come omaggio agli Arsenali che, il prossimo anno, celebreranno date importanti, in particolare l’Arsenale della Speranza che compirà 30 anni.
Il 15 novembre abbiamo svolto la cerimonia di premiazione, con la consegna dei premi e dei certificati ai partecipanti. In totale ci sono stati 43 partecipanti che hanno scritto e consegnato 52 testi. Condividiamo il testo vincitore.

All’angolo, dove la città si spoglia, vidi il compagno di strada. Non portava con sé titoli né fortune, ma la leggerezza di chi sa condividere il pane. Era un gesto minuscolo di fronte all’immensità delle guerre, della miseria e della fame che ci circondano, ma in quell’incontro c’erano il seme, la speranza e il germe della Fraternità.

Lì, sul marciapiede, la pace non era un concetto, era l’armonia silenziosa di corpi che, per un istante, dimenticavano il peso di non avere un luogo in cui vivere. Il ringraziamento appariva sempre negli occhi lucidi degli anziani e nelle piccole mani dei bambini di strada. Per le persone senza fissa dimora, la zuppa non era solo nutrimento, ma il recupero di un’autostima rubata dall’indifferenza.

Pensai all’ironia: mentre la vita ci chiede umanità in ogni gesto semplice, la società insiste nel concentrare il valore nel potere. Questa è la radice della malattia, il veleno sottile dell’invidia umana, il desiderio insaziabile di avere tutto in una sola mano. Quando la forza si concentra, la compassione svanisce.
La vera purificazione e la diffusione di idee urgenti non stanno nelle grandi teorie, ma nella pratica della condivisione. È nella briciola condivisa che risiede la critica più feroce al sistema che ci vuole individualisti.

Ed è per questo che credo che la cronaca del mondo abbia ancora un finale aperto. La pace non verrà da trattati firmati in uffici climatizzati, ma verrà dal calore di una scodella di zuppa, dalla mano tesa, dal pane spezzato a metà. Verrà quando la mano che raggiunge il potere sarà la stessa che si tende per sostenere.

La vita mi ha insegnato che il miracolo sta nel quotidiano: nel compagno anonimo che non si aspetta nulla in cambio, se non la possibilità di essere, davvero, umano.

La Fraternità del Sermig in Brasile
NP dicembre 2025

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