70 volte 1.100

Pubblicato il 14-02-2026

di Arsenale della Speranza - S.Paolo

Poche settimane fa, l’Arsenale della Speranza ha raggiunto il traguardo di 77mila persone diverse accolte dal 1996 a oggi.
77mila persone che hanno trovato in questa casa almeno una notte di ospitalità, qualcuno che le accogliesse e le ascoltasse, un piatto di cibo, una doccia calda, una notte di riposo, senza paura della violenza.


Quando ci hanno comunicato che avevamo raggiunto questo numero, ci è subito venuta in mente la risposta di Gesù a Pietro che gli chiese quante volte avrebbe dovuto perdonare suo fratello: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette» (Mt 18,22). Ebbene, ognuno di noi che in qualche modo segue o partecipa alle attività degli Arsenali e del Sermig, può dire, con umiltà, ma anche con un certo orgoglio, che insieme all’Arsenale della Speranza, in questi 29 anni, ha potuto perdonare 70 volte 1.100, cioè 77mila.

Sì, perché per aprire le porte di una casa di accoglienza come la nostra e ospitare ogni giorno migliaia di persone, ferite dalla vita e dalle proprie scelte, non basta offrire un letto, un piatto di riso e fagioli, una doccia, un corso – anche se tutto questo viene offerto nel miglior modo possibile – è essenziale offrire soprattutto un’opportunità vera per recuperare speranza e dignità. E anche, o prima di tutto, un’enorme dose di misericordia per chi è appena arrivato, chiunque egli sia: chi è passato dall’Arsenale dieci anni fa e ora ritorna, chi è uscito dal carcere dopo aver scontato la pena, chi sta fuggendo dalla criminalità, lo straniero che cerca un posto in questa nuova terra, il ragazzo che sinora ha trovato il suo unico “amore” nella droga, ma anche l’anziano che non riesce più a stare con la sua famiglia, e persino quello che, fino all’altro ieri, ha vissuto di aggressioni e di rapine, colui che ha ucciso...

Praticando l’ospitalità abbiamo certamente accolto anche degli angeli senza saperlo (Eb 13,1-8), che ci hanno aiutato e continueranno a farlo, ma in questo tempo; come forse in ogni tempo, diventa sempre più necessario accogliere e perdonare comunitariamente, c’è bisogno di tutti per cercare di vivere lo stesso desiderio di Gesù: non perdere nessuno di coloro che ci sono stati affidati.
 

La Fraternità del Sermig in Brasile
NP novembre 2025

Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Clicca qui per maggiori dettagli

Ok