Salto della specie

Pubblicato il 14-08-2025

di Marco Grossetti

L’Arsenale della Pace si trova in un quartiere popolare e multietnico a un soffio dal centro nel cuore di Torino. In questi anni, le cose sono cambiate tanto, dentro la vecchia fabbrica di armi, così come fuori: in una strada ti guardi attorno preoccupato e tremi per la paura, in quella a fianco è tutto nuovissimo e bellissimo, giri da una parte e dalle facce colorate che vedi ti sembra di non essere più in Italia, mentre se vai dall'altra vetrine e monumenti annunciano che storia e ricchezza sono a un passo.

Aurora è un territorio complesso segnato da profonde diseguaglianze, pieno dappertutto di ghetti ed enclave, dove la divisione tra italiani e stranieri, bianchi e neri, ricchi e poveri, laureati e analfabeti diventa separazione, apartheid invisibile per intere famiglie che vivono una a fianco all'altra senza quasi mai incontrarsi e per cui tutto è diverso e opposto: la lingua e la religione, ma anche la dimensione e i comfort della casa, i mezzi di trasporto che si usano, i locali e le strutture che si frequentano, i percorsi formativi e lavorativi a cui è possibile avere accesso.

O sei da una parte o dall'altra, non c'è tanto spazio per le zone grigie. Una condizione di svantaggio economico, abitativo, culturale, linguistico che va oltre la diversa appartenenza religiosa o etnica. Al mattino ci sono famiglie che spostano i propri figli in altre zone della città per vedere garantito il diritto a un'istruzione di qualità, altre che fanno il viaggio inverso per andare in scuole dove possono sentirsi meno straniere e meno anomale. Un due tre... Stella – L'atlante dell'infanzia (a rischio) in Italia 2024 di Save the Children, racconta le disparità di un Paese dove le condizioni di partenza non sono le stesse per tutti: le statistiche rilevano tra le altre cose un incremento percentuale di piatti vuoti e termosifoni spenti per i bambini che vivono in condizioni di povertà alimentare ed energetica. Prima della scuola dell'obbligo, sono più i bambini che rimangono a casa con mamma di quelli che vanno all'asilo e i dati sono in particolare allarmanti per le famiglie di origine straniera: il nido è un lusso per i pochi privilegiati che riescono a entrarci, riconoscerne l'importanza nel processo evolutivo, districarsi nelle procedure per ricevere bonus e riduzioni.

Bambini che devono ancora incominciare il loro viaggio e sono già in ritardo, perché il percorso che una mattina ti porta a uscire di casa e andare all'Università per un esame o in strada per commettere un reato, inizia una vita prima. Ci sono case che non si affittavano ai meridionali dove ora non c'è più neanche un italiano in tutto il palazzo. Giardini pieni di giochi nuovi di zecca che finiscono a pezzi in un amen e strade dove tutti sanno che è meglio non passare, ma anche associazioni di semplici cittadini e organizzazioni internazionali che riqualificano e abitano spazi pubblici, accolgono e aiutano le persone più fragili e vulnerabili.

L'Arsenale della Pace intanto continua a riempirsi ogni giorno di bambini con le loro famiglie, una moltitudine di persone bussa alla porta per imparare l'italiano, giocare, finire i compiti, fare sport, essere curata, riempire la dispensa di cibo o l'armadio di vestiti. I loro fratelli e le loro sorelle più grandi si incontrano ogni giorno nei percorsi educativi proposti dal Sermig, si guardano attorno e si guardano dentro. Sono da una parte ma vorrebbero andare dall'altra per smettere di essere gli ospiti un po' sfigati ed esotici della città in cui vivono e sentirsi un po' più uguali, normali, di casa. Hanno bisogno di contaminazioni e mescolanza, sono nati qui, ma riuscire a sentirsi di qui è come fare una specie di salto della specie. Sono i muri invisibili da buttare giù per uscire da ghetti e da enclave e dare vita a una comunità realmente multiculturale.


Marco Grossetti
NP aprile 2025

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