Un girotondo di benvenuto
Pubblicato il 16-02-2026
Quest’anno la nostra accoglienza “Vita ai Bambini” ha vissuto una novità: per la prima volta abbiamo aperto le porte a due famiglie arrivate dall’Uzbekistan che hanno affrontato un lungo viaggio per dare ai loro piccoli una possibilità di cura e di vita migliore. Abbiamo incontrato volti sorridenti ma anche timorosi: mamme e bambini che hanno lasciato la loro casa, il papà e la famiglia per affrontare un periodo incerto, lontano migliaia di chilometri.
Tra loro c’è Shoira, una sorellina speciale, che ha accompagnato il fratello più grande e che sarà la donatrice di midollo osseo quando sarà il momento del trapianto. Accogliere queste famiglie significa diventare davvero una grande famiglia allargata. Grazie al prezioso aiuto dei volontari, abbiamo cercato di farli sentire a casa, accompagnandoli in momenti di svago e scoperta: gite al mare e in montagna, visite ai musei, pomeriggi di giochi e merende in compagnia. Con l’arrivo di settembre è iniziata una nuova avventura: l’ingresso a scuola. Per i due bambini in cura, che non possono frequentare in presenza a causa delle terapie, sono intervenute le insegnanti della scuola di Pecetto e della scuola in ospedale, per assicurare continuità negli studi e supporto nell’apprendimento dell’italiano, una lingua tutta nuova per loro.
Per Shoira, invece, l’ingresso in classe è stato un momento di grande importanza. Dopo qualche giorno di attesa per i documenti, siamo riusciti a iscriverla alla scuola elementare di Pecetto, dove ha trovato una bellissima accoglienza. L’insegnante ci aspetta un pomeriggio insieme anche alla mamma per visitare la scuola e conoscerci e vi lascio immaginare l’emozione che l’ha colta quando, varcando la soglia della scuola, ha visto ai vetri tante coloratissime decorazioni con cuori e arcobaleni, disegni di benvenuto con il suo nome.
In classe, Shoira è stata accolta da un girotondo di bambini che le hanno cantato una canzone di benvenuto, emozionandosi a loro volta per questa nuova compagna arrivata da un’altra parte del mondo. Tra i banchi ha ritrovato anche Cecilia, un’amica di casa che frequenta la stessa classe.
Ecco che, tra un inglese impacciato e sguardi timidi ma pieni di affetto e curiosità, lascio Shoira all’abbraccio dei suoi nuovi amici e compagni. Oggi ha imparato che ci si può sentire a casa anche a migliaia di chilometri di distanza grazie al bene che senza paura i bambini imparano a scambiarsi… Sempre di più ho pensato che questo sia davvero un passo concreto verso la pace.
Il giorno dopo Shoira ci chiede dei cartoncini colorati di rosso per fare dei cuori da lasciare a ogni compagno per ringraziarli dell’accoglienza. Ecco il secondo passo, immaginiamo insieme il terzo, il quarto…il centesimo!
La Fraternità del Sermig a Pecetto
Elisabetta Germak
NP novembre 2025




