Sermig

Madaba

Mercoledì 19 giugno si e` svolta all`Arsenale dell`Incontro di Madaba in Giordania la festa di fine anno, che per noi e` l`occasione di raccontare e condividere con il più grande numero di persone possibile il cammino che stiamo facendo, lasciando che - proprio come nella vita quotidiana dell`Arsenale - i protagonisti siano i bambini e i ragazzi che accogliamo, con i loro canti, danze, parole, sketch.
Hanno partecipato oltre 800 persone, tra cui il Vicario del Patriarcato Latino di Gerusalemme Mons. William Shomali e il Governatore di Madaba. E` stata per noi una grande gioia avere presenti entrambi gli altri Arsenali, con una rappresentanza dell`Arsenale della Pace di Torino e anche dell`Arsenale della Speranza di San Paolo del Brasile.

Il tema della festa di quest'anno e' stato "Felicizia: il luogo dove tutti viviamo felici grazie all'amicizia". Lo abbiamo raffigurato come un'isola su cui bambini e giovani di tutto il mondo vivono insieme come un'unica famiglia, aiutandosi reciprocamente e volendosi bene, perchè l'anima di tutti ha lo stesso colore. Siamo sempre più convinti che per educare un bambino ci vuole un villaggio, la responsabilità condivisa da parte di un’intera comunità. E sentiamo che grazie all'aiuto di tanti – i nostri bambini e ragazzi, le loro famiglie, insegnanti ed educatori, amici, volontari, membri di altre associazioni e organizzazioni che collaborano con noi – l’Arsenale dell’Incontro sta diventando sempre di più non un centro per persone diversamente abili ma una vera e propria comunità, dove ognuno dà il meglio di sè perchè si sente amato, accolto, incoraggiato a tirare fuori il bello che ha dentro.

Una comunità che è costruita e ruota attorno ai più piccoli, per proteggerli, educarli, sostenerli, costruire insieme a loro il futuro. Questo è il nostro desiderio, questo è il nostro sogno, sentiamo che questa è la via della pace. Ripartiamo dopo questa giornata con il grazie nel cuore per aver visto ancora una volta che e' possibile.

Arsenale dell'Incontro - Madaba


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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in Visita Ufficiale nel Regno Hascemita di Giordania, ha visitato l’Arsenale dell’Incontro di Madaba, struttura fondata nel 2006 su iniziativa di Ernesto Olivero, Presidente del Sermig, al fine di favorire l’integrazione nella società di bambini e ragazzi diversamente abili, sia musulmani che cristiani.



Discorso del Presidente
 


Servizio del TGR Piemonte


Servizio del TG3


 

 

 



Foto: Quirinale/Sermig

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Giovedí 3 maggio si é svolta la festa di quest’anno scolastico dell`Arsenale dell'Incontro, alla presenza del vicario episcopale del Patriarcato Latino di Gerusalemme Mons. William Shomali, dell’Ambasciatore d’Italia ad Amman Giovanni Brauzzi, del Consigliere della Nunziatura Apostolica di Amman Mons. Mauro Lalli, del Governatorte di Madaba Jamal Albudur. Insieme a loro centinaia di persone tra famiglie dei nostri studenti, amici e volontari: giordani, iraqeni, egiziani, italiani, americani, indiani e olandesi...

Sul fondale del palco campeggiava la fraseFacciamo delle nostre diversità una ricchezza”: la festa – attraverso le voci e i gesti dei bambini e dei ragazzi diversamente abili della scuola - é stata il racconto in musica, danze e canti della vita dell’Arsenale dell’Incontro, che prova ogni giorno a vivere in modo concreto questo impegno. La disinvoltura e la padronanza del palco che hanno mostrato i bambini e i ragazzi che sono stati i protagonisti del pomeriggio è forse quello che ha stupito di più tutti i partecipanti, davvero è stato il segno che all'Arsenale sono a casa e si muovono con la naturalezza di chi si sente in famiglia.

Il culmine della festa é stata la recita che attraverso una storia ha messo in scena il tema della festa: un gruppo di strumenti musicali prova a suonare insieme ma senza grandi risultati... Il triangolo piange in un angolo perchè nessuno lo considera, e molti sono in rotta con il tamburo perchè sostengono che il problema è lui che con il suo suono forte disturba e fa a tutti una gran paura. Gli strumenti decidono quindi - per risolvere il problema - di allontanare il tamburo. Ma la situazione non sembra migliorare molto... finché non arriva un direttore d’orchestra che aiuta gli strumenti a capire che il problema non è il tamburo, è che ognuno suona per conto suo, senza fare squadra con gli altri.

Solo se impareranno a suonare insieme, valorizzando le caratteristiche di ognuno, potranno fare una bella musica! Così gli strumenti chiedono al direttore d’orchestra di aiutarli e vanno a chiedere scusa al tamburo, perchè hanno capito di averlo escluso senza motivo. Fortunatamente il tamburo ha un cuore buono ed è pronto ad accettare le scuse e a tornare a suonare con gli altri. In questo modo, con il contributo di tutti, finalmente tutti suonano in armonia perchè hanno imparato ad accogliersi gli uni con gli altri così come sono.

Le differenze non sono più motivo di divisione ma sono diventate ciò che rende la musica bella e completa. E questo é proprio il cuore della nostra casa e anche quello che speriamo che tutti quelli che erano presenti alla festa si siano portati a casa.

Arsenale dell'Incontro
Madaba - Giordania


Viaggio nelle periferie del mondo

Un viaggio nel mondo alla scoperta dei missionari e il loro messaggio di speranza portato in realtà difficili e spesso dimenticate. È il nuovo programma di Tv2000 condotto dall’ inviato di Striscia la notizia Max Laudadio. Sei puntate che attraversano le periferie geografiche ed esistenziali e in cui viene raccontata la Chiesa in uscita cara a Papa Francesco. Storie di bene che parlano ai credenti e non credenti. Questo viaggio parte dall’Arsenale dell’Incontro di Madaba in Giordania. Una realtà in cui musulmani e cristiani vivono da fratelli, rispettandosi e dialogando per la tutela di un bene comune: i figli.



Arsenale dell'Incontro

 

Si è svolta ieri, lunedì 22 maggio la festa di fine anno scolastico dell'Arsenale dell'Incontro di Madaba.
Quasi un centinaio di studenti della scuola si sono alternati sul palco in canti, danze e recite per dire a tutti che IL BENE E' DENTRO DI NOI: DANDO SI RICEVE.
Molte le autorità che insieme a Ernesto Olivero, a Rosanna e Andrea che si sono uniti alla Fraternità di Madaba hanno partecipato all'Incontro, tra cui il Vescovo di Giordania, l'Ambascatore d'Italia, il Governatore e il Sindaco di Madaba.
Condividiamo con voi le prime immagini della festa.

Arsenale dell'incontro di Madaba - Giordania


Canzone di apertura della festa “Noi siamo in bambini del futuro”


Pubblico


Alcune delle autorità presenti: da sinistra il Sindaco di Madaba, il Governatore di Madaba, il Vescovo Latino di Giordania, il fondatore del Sermig, l’Ambasciatore d’Italia e sua moglie, il Parroco di Madaba.


Sketch sui diritti dei bambini


Recita “Il bene è dentro di noi: dando si riceve”


Intervento di Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, dell’Arsenale della Pace di Torino, della Speranza in Brasile e dell’Incontro a Madaba


Due danze degli studenti delle classi del mattino


Due danze degli studenti delle classi del mattino


Sketch “L’importanza di custodire e aiutare a crescere i propri bambini”


Danza popolare degli studenti del vocational training


Danza popolare degli studenti del vocational training


Intervento di Mons. William Shomali, Vicario Patriarcale della Giordania del Patriarcato Latino di Gerusalemme


Consegna degli attestati di frequenza a tutti gli studenti della scuola


Consegna degli attestati di frequenza a tutti gli studenti della scuola

 

 

 

di Arsenale dell'Incontro - Il mese scorso abbiamo ricevuto una mail da alcuni amici che ci hanno mandato un’offerta e ci tenevano a spiegarci come era arrivata questa donazione per noi. Ci hanno raccontato di una loro amica di 60 anni, che vive da sola e a cui non è rimasto nessun familiare. Tre anni fa ha dovuto fare i conti con una brutta malattia e per curarsi ha speso tutti i suoi risparmi. Ora è guarita, ma essendo sola e avendo lavorato sempre in modo saltuario, deve stare molto attenta per far quadrare il bilancio ogni mese.

Un giorno è andata a trovarli e gli ha detto che aveva portato un’offerta per noi. Era una somma non proprio piccola e perciò sono rimasti molto stupiti, ma sapendo che è una persona molto riservata, non osavano chiederle nulla. Dopo qualche istante di silenzio lei ha cominciato a raccontare. Aveva rotto il salvadanaio nel quale da un anno metteva gli spiccioli per potersi comprare un profumo di marca e aveva visto che ormai era arrivata alla cifra che le serviva.

Ma in quel momento ha pensato che era sciocco spendere tanti soldi per un profumo e ha deciso di destinarli a qualcosa di più importante. E così conoscendo le attività dell’Arsenale dell’Incontro attraverso i racconti di questi nostri amici comuni, ha pensato di destinarli a noi. Ha raccontato loro che in questo modo, pur non facendo nulla di particolare, ha sentito che poteva contribuire a un progetto di bene.

Anche noi, come i nostri amici, siamo rimasti commossi da questa storia e da questa donna, che non ha esitato a condividere con gli altri quello che pazientemente aveva messo da parte per sé. Ci ha ricordato che se tutti facessimo lo stesso con tutto quello che ancora teniamo per noi, le nostre vite profumerebbero sempre più di bene.

Arsenale dell'Incontro
SHUKRAN
Rubrica di NUOVO PROGETTO

 

 

 

 

La veglia di Capodanno 2017 all’Arsenale dell’Incontro è stata scandita da cinque parole chiave: misericordia, pace, commozione, giovani e grazie. Alla parola grazie abbiamo associato la restituzione, raccontando ai giovani presenti l’esperienza del Cenone del digiuno che da tantissimi anni il Sermig vive: restituire l’equivalente della spesa per i festeggiamenti perché diventi vita per altre persone che non hanno il necessario.

Ci eravamo chieste come proporre questo gesto in un modo che potesse coinvolgere tutti, anche i giovani iracheni profughi in Giordania che da mesi frequentano con assiduità gli incontri di preghiera. “Oggi vi proponiamo di non comprare patatine e merendine alla fine dell’incontro, e di restituire l’equivalente di quello che avreste speso”. Gli occhi di Majd – che fino a quel giorno al momento della restituzione erano sempre rimasti bassi e velati di tristezza – si sono illuminati improvvisamente: il sacchetto della restituzione interpellava in modo concreto anche lui e gli unici due spiccioli che aveva! La gioia e la dignità con cui si è svuotato le tasche saranno difficili da dimenticare.

E da quel giorno ogni martedì al momento della restituzione Majd si svuota le tasche, felice. Dom Helder Camara amava ripetere: “Nessuno è così ricco da non poter ancora ricevere qualcosa, e nessuno è talmente povero da non avere niente da dare”. A Capodanno abbiamo toccato con mano che se una persona che è o si sente povera (di beni materiali ma anche di beni spirituali o di valori) è aiutata a scoprire che anche lei ha qualcosa da restituire, sale a Dio un doppio grazie: quello di chi dà e quello di chi riceve. In fondo è questa la speranza che è alla base del cammino del Mondiale dei Giovani.

Arsenale dell'Incontro
Madaba - Giordania

 

 

Arsenale dell'Incontro - Il mese scorso alcuni studenti dell’International Community School di Amman sono venuti a trovarci. Una piccola e variopinta delegazione, formata da inglesi, giordani e ghanesi, tra gli 8 e i 16 anni. Il primo impatto non è stato semplice, perché per tutti loro era la prima esperienza a diretto contatto con la disabilità e ritrovarsi di fronte ai nostri studenti non è stato facile. L’incontro non era per niente scontato ma questi ragazzi, incoraggiati dalle loro insegnanti, ci hanno anche intervistato per capire le necessità e le sfide del servizio che svolgiamo. Andando via ci hanno ringraziato contenti e noi pensavamo che fosse finita così. Invece poco dopo hanno invitato un gruppetto di nostri studenti a partecipare con una canzone ad una giornata per i servizi alla società nella loro scuola.

Con grande sorpresa abbiamo scoperto in diretta che ci avevano invitato per darci un regalo davvero speciale, frutto delle attività che gli studenti avevano promosso per aiutare l’Arsenale dell`Incontro e i bimbi che avevano conosciuto. Quel piccolo gruppo di ragazzi infatti, una volta tornato a scuola, ha organizzato una giornata di giochi per bambini e una vendita di pizza al taglio tra tutti gli studenti di ICS per raccogliere offerte per noi.

In questo tempo non facile per queste terre il loro gesto ci ha fatto toccare con mano ancora una volta che se il cuore resta aperto ci insegna sempre a fare nostri i problemi degli altri educandoci così a costruire la pace. Vogliamo fare tesoro di questo segno di speranza, perché le tante notizie negative che ascoltiamo non facciano vacillare in noi la certezza che in tanti vogliamo continuare a impegnarci per la pace.

Arsenale dell’Incontro
SHUKRAN
Rubrica di NUOVO PROGETTO

 

 

52 Nazioni presenti all'evento "Diplomatic Bazaar" che si è svolto ad Amman, la capitale della Giordania, nei giorni scorsi. L'Ambasciata italiana di Amman ha deciso di darci uno un po' di spazio all'interno del loro stand e grazie a loro anche l'Arsenale dell'Incontro era presente per esporre i mosaici, e altri manufatti, creati dai ragazzi della nostra scuola di Madaba, che la Fraternità del Sermig ha aperto 10 anni fa per bambini e ragazzi diversamente abili musulmani e cristiani, garantendo una presenza costante nel territorio che è diventata segno di speranza per tanti.
Grazie ai nostri giovani volontari di Madaba che hanno reso possibile la partecipazione! 

Fraternità dell'Arsenale dell'Incontro


jordantimes.com


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In questo ultimo mese qui all'Arsenale dell’Incontro non sono mancate difficoltà e prove, ma anche occasioni per fare festa insieme, che ci piacerebbe condividere con tutti voi.

Martedì 14 giugno durante il mese di Ramadan abbiamo ricevuto da un’associazione caritativa locale la donazione di 250 pasti completi, che ci hanno permesso di “invitare a cena” per l’iftar di quella sera tutti gli studenti con le loro famiglie. Con i volontari abbiamo riempito il cortile di tavoli e sedie e preparato i giochi e l’accoglienza, ma la commozione più grande ce l’hanno regalata gli studenti e i loro genitori: in un clima di amicizia e davvero di famiglia sono stati insieme, si sono dati il benvenuto a vicenda come se ognuno stesse accogliendo gli altri a casa propria. Alcune famiglie hanno portato regali per gli altri bambini, altre dolci e caffè. E alla fine tanti papà, mamme, fratelli e sorelle ci hanno dato una mano a pulire, risistemare, fare la raccolta differenziata... mentre i più piccoli giocavano e ballavano. A un certo punto due mamme con lo sguardo fiero si sono avvicinate e ci hanno detto: “Questo pane non è stato toccato, lo abbiamo controllato tutto, potete usarlo domani con i bambini”, e al nostro grazie hanno ribattuto: “Anche noi siamo volontarie di questa casa!”. Alla fine della serata, un papà tra i più adulti si è avvicinato ai volontari che hanno animato la serata e ha detto loro: “Non ci sono parole per dirvi grazie per quello che avete fatto per noi stasera”.

Nei giorni successivi abbiamo continuato a tenere aperta la scuola, anche se tutte le altre scuole erano ormai chiuse, per permettere specialmente ai bambini e ai giovani che a casa non hanno grandi possibilità di continuare a venire. I sorrisi dei bimbi e la loro emozione per alcuni giochi didattici nuovi che ci sono stati regalati da una ditta italiana e l’impegno costante degli studenti del vocational training nell'agricoltura durante tutto il mese - nonostante il caldo e per alcuni il digiuno - ci hanno fatto toccare con mano ancora una volta l’importanza di tenere sempre aperta la porta dei nostri Arsenali.

Tra la fine di giugno e i primi di luglio tante famiglie irachene ospitate qui a Madaba, con cui abbiamo condiviso il cammino di questo anno e mezzo, sono partite perchè hanno finalmente ricevuto il visto per il Paese che li accoglierà e dove li aspetta il difficile compito di ricostruirsi un futuro, una vita. Canada, Stati Uniti, Australia... viaggi lunghi, con nel cuore la speranza, ma anche la fatica di lasciare di nuovo tutto e ricominciare ancora una volta da capo. Tra loro sono partite anche le famiglie di Yousef e Milad, che in tempo a Madaba sono stati tra i giovani iracheni i nostri volontari più fedeli. Ci siamo salutati con l’impegno di continuare a camminare insieme, affidandoci a Maria Madre dei Giovani e tentando di essere un segno di pace concreta là dove siamo. E con il sogno di rivederci in Italia per il Mondiale dei Giovani del prossimo anno.

Dal 12 luglio abbiamo anche un nuovo amico che ci protegge dal Cielo: si chiama Mahmoud, avrebbe compiuto 14 anni a novembre. Frequentava la nostra scuola dal 2010, con tanta gioia e il sorriso sempre sulle labbra nonostante una malattia degenerativa che lo accompagnava da tanto tempo. L’ultima volta che è venuto in Arsenale è stato alla festa di fine anno: sorretto dalle sue maestre è salito sul palco a ricevere il suo diploma di quest’anno e ognuno di noi che lo ha incrociato ha stampati nella mente e nel cuore due occhi limpidi, pieni di gioia e fieri di esserci. La sua mamma dopo il funerale ci ha detto: “Continuerò a venire all'Arsenale con mio marito e gli altri miei figli, non vi lasceremo, perchè ormai siete parte della nostra famiglia”. In un abbraccio commosso le abbiamo sussurrato: “L’Arsenale è casa vostra”.

Abbiamo cercato di vivere ogni situazione come un’unica grande famiglia, una comunità d’amore, che gioisce unita per le gioie di ciascuno e sostiene ognuno nel tempo del dolore e della fragilità. Tutto questo ci ha confermato ancora una volta che – come dice la Regola del Sí – solo “la vicinanza, l’amicizia, la condivisione vissuta aprono al dialogo”.

La Fraternità del Sermig a Madaba
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Anche quest’anno abbiamo avuto la gioia di ritrovarci con tutti gli amici, i volontari e le famiglie dei bambini e dei ragazzi della nostra scuola, per condividere attraverso danze, canti, una recita e due sketch, il cammino fatto in questo anno scolastico. Questa volta la festa è stata anche l’occasione di un ringraziamento speciale: quello per i nostri primi 10 anni di presenza a Madaba, che sono stati possibili grazie a Dio e grazie all'amicizia con tante persone buone che Lui ha messo sul nostro cammino qui in Giordania.

Anno dopo anno la preparazione della festa diventa sempre di più per tutto l’Arsenale dell’Incontro un’opportunità di crescita e di condivisione profonda, un segno concreto del cammino che condividiamo quotidianamente per cercare di essere, tutti insieme, una presenza di pace e di bene in questa Terra. Nei mesi passati, tante carezze ce lo hanno ricordato e testimoniato: un clima disteso, un bel gioco di squadra e un grande impegno da parte dei dipendenti, delle famiglie e dei volontari; tanti aiuti – materiali donati, capacità, tempo, professionalità, offerte... – che abbiamo ricevuto e senza i quali non avremmo potuto realizzare la festa; la possibilità di condividere la festa con il segretario generale del Ministero dello Sviluppo Sociale, l’Ambasciatore d’Italia e il rappresentante della Sede Apostolica in Giordania, con Ernesto, Rosanna ed Andrea venuti apposta dall'Italia e con tantissimi amici.

Avevamo nel cuore il desiderio di condividere con tutti i partecipanti il cammino di questi dieci anni, che il titolo della festa ha ben sintetizzato: “Il mio posto è in mezzo a voi”. Lo hanno detto i bambini attraverso una recita in cui i quattro elementi naturali – aria, acqua, terra e fuoco – imparano che possono dare vita solo insieme, solo se non fanno a gara tra loro, ma si completano l’uno con l’altro. Lo abbiamo detto attraverso uno sketch i cui dialoghi sono stati scritti a partire dalle risposte anonime di tanti genitori e volontari alla domanda: “Che cosa rappresenta per te l’Arsenale?”. È stato commovente per noi vedere la semplicità e la naturalezza con cui i volontari, gli studenti e i loro genitori hanno accolto la proposta di essere per la prima volta tutti insieme sul palco a raccontare attraverso questo sketch che l’Arsenale è un luogo in cui ognuno può portare il suo aiuto, sia che venga ogni giorno, sia che lo faccia a distanza; un luogo che raccoglie insieme persone diverse, con necessità diverse, ma unite dal desiderio di fare delle loro diversità una ricchezza e un aiuto reciproco; un luogo in cui ciascuno si sente a casa, perchè abbiamo imparato nei fatti che solo se ciascuno di noi trova il suo posto in mezzo agli altri l’Arsenale, Madaba, la Giordania e il mondo intero saranno casa per tutti, come Dio li ha pensati.
Eravamo quasi un migliaio e il silenzio con cui la gente ha seguito quello che avveniva sul palco ci ha meravigliato.

Ernesto Olivero nel suo intervento ha toccato il cuore di tutti i presenti e ha ripercorso il cammino del Sermig in Giordania sottolineando il senso più profondo della nostra missione: “25 anni fa è iniziata la nostra amicizia con questa Terra Santa che si chiama Giordania. Il Patriarcato di Gerusalemme ci ha accolto, la Casa Reale ci ha accolto, ma ci avete accolto specialmente voi, gente come noi. E 10 anni fa quest’amicizia ha messo radici qui a Madaba ed è diventata casa per i vostri figli, figli che amiamo perdutamente, figli che abbiamo avvolto con il nostro amore uno per uno.
Essere qui oggi mi conferma ancora una volta che la pace se è abbracciata dalla giustizia, dall'uguaglianza, dal rispetto, dall'accoglienza , non è un sogno ma è possibile! Viviamo un tempo difficilissimo, ma proprio in questo tempo difficilissimo noi crediamo alla pace. Proprio in questo momento difficilissimo, pieno di paura, noi siamo qui con voi a dire che la pace è possibile. Basta vedere i vostri volti. Continuiamo a credere che la pace è possibile, che l’odio non vincerà, perchè la luce e la pace annullano il buio. Ma dobbiamo farci coraggio reciprocamente. Questo coraggio lo vedo nei volti di voi mamme che avete avuto fiducia in noi e ci avete portato i vostri bambini, bambini che ora cantano, ballano, ballano davvero! [...] Perchè questi bambini hanno avuto fiducia in noi, hanno guardato la nostra faccia e hanno capito che gli volevamo bene, hanno capito che gli vogliamo bene. E il bene annulla la paura! [...] E questi bimbi ci chiedono di continuare ad aiutare tutti i bambini del mondo, perchè i bambini sono il dono più prezioso che Dio ci ha dato. [...] E noi continuiamo a credere che con Dio nel cuore tutto ciò che sembra impossibile diventa possibile. I vostri occhi, i vostri cuori, la vostra presenza ce lo dimostrano. E con questo sentimento vi dico una cosa importante: vi voglio bene!”.

L’Ambasciatore d’Italia ha sottolineato l’impegno che accomuna Giordania e Italia nel costruire la pace e l’importanza della testimonianza dell’Arsenale dell’Incontro in questo cammino comune: “70 anni fa è stato fondato il Regno Hashemita di Giordania ed è nata la Repubblica Italiana. C’è una caratteristica che accomuna i nostri due Paesi, quella di essere due Stati di pace, dialogo e inclusione. Abbiamo in tutto il mondo un compito comune che è quello di restaurare i ponti e non costruire muri. E inclusione vuol dire prima di tutto non lasciare indietro nessuno. Questo è il motivo per cui sono estremamente contento e onorato della testimonianza della festa di oggi, in cui tutti questi bambini ci dimostrano che è possibile non lasciare indietro nessuno. [...] Arsenale dell’Incontro significa casa dove persone diverse si incontrano in una caratteristica che li accomuna. C’è un’espressione molto bella in arabo che dice bene questo spirito, che è karama, dignità: penso che nel difendere la dignità umana anche se proveniamo da culture e religioni differenti ci incontriamo su un terreno comune. E non c’è posto migliore di Madaba per dimostrare questo incontro e questo impegno. Perciò, pace e grazie a tutti!”.

Anche il segretario generale del Ministero per lo Sviluppo Sociale ha ringraziato per il grande sforzo che viene fatto dagli italiani per i bambini e i ragazzi diversamente abili, per l`amore e la cura che qui ricevono, per il sostegno che viene dato loro per aiutarli ad essere sempre più membri attivi della società.

Al termine della festa tutti sono andati via contenti e ringraziando per quello che avevano ricevuto. Moltissimi si sono fermati ad aiutare i volontari a pulire e a mettere in ordine, dimostrandoci con tanti piccoli gesti che davvero qui si sentono a casa e sentono che condividiamo qualcosa di importante insieme.
Tutto questo ci dà speranza e ci ha fatto toccare con mano ancora una volta che al di là dei problemi e del buio che possono esserci intorno a noi, il bene parla davvero a tutti. E un passo alla volta, senza fare rumore, si apre la strada in tanti cuori.

La Fraternità del Sermig a Madaba
sermig.org/it/giordania


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Anche quest’anno con la prima settimana di Avvento, l’Arsenale dell’Incontro ha preparato il proprio presepe.
Ogni anno il presepe è frutto della collaborazione dei volontari insieme ai bambini e testimonia il percorso di formazione che si porta avanti con loro.
Quest’anno l’Arsenale si è arricchito della presenza degli amici iracheni che da circa dieci mesi frequentano le nostre attività insieme alle loro famiglie.




La loro esperienza di fuga da un Paese tanto amato verso l’ignoto, verso un futuro che tutti sperano sia migliore, ma che al momento richiede loro un grande sforzo e un grande impegno nel rovesciare l’odio, il rancore per il male subito, in desiderio di riconciliazione, ci ha portato a fare una riflessione ancora più ampia sulla situazione di grande confusione che il mondo sta vivendo in questo momento.
Ai piedi del presepio abbiamo cercato di descriverla. LA LUCE CHE ANNULLA IL BUIO ne è la sintesi. La guerra costringe tanta gente a scappare, a lasciare le proprie cose care, tante situazioni negative della vita quotidiana rappresentano il buio della società.



La nascita di Gesù ci invita nuovamente a rinascere e ad impegnarci in prima persona per diventare strumenti nelle mani di questo Bambino che con la sua Presenza squarcia le tenebre del buio e del male. Le candele posizionate nella parte bassa rappresentano le situazioni di disagio in cui c’è bisogno di luce: la guerra, la fame, il terrorismo, le dipendenze, la mancanza di senso nella vita, le violenze.
Le stelle con il nome dei bambini e dei volontari rappresentano l’impegno personale di ognuno a diventare una luce, seppur piccola, che annulla il buio. Dio ha bisogno di persone disponibili a costruire il bene, a lasciarsi illuminare da questa nascita e diventare a loro volta fonte di speranza per altri che sono nelle tenebre.

Arsenale dell'Incontro - Madaba - Giordania

 

Venerdì 6 novembre 2015 alle ore 12.00 Simone, Andrea e Lorenzo hanno celebrato all'Arsenale dell’Incontro la loro prima messa, presieduta dal Vescovo di Giordania S.E. Mons. Maroun Lahham.
Una prima messa molto attesa da tutti noi e in particolare dagli amici che non sono potuti venire in Italia per le ordinazioni presbiterali e desideravano poter condividere anche di persona questo dono grande che il Signore ha fatto alla nostra Fraternità.




I giovani dell’Arsenale dell’Incontro hanno vissuto da protagonisti quest’attesa, coinvolgendo le loro famiglie e i loro amici e preparando i canti in modo che Simone, Andrea e Lorenzo, insieme a Ernesto e Rosanna che li hanno accompagnati dall'Italia, potessero sentirsi accolti in un clima di festa. Un centinaio di persone si sono unite a noi per la celebrazione eucaristica.



Amici che in questi anni ci hanno conosciuto in modi diversi e che si sono sentiti toccati e si sono lasciati coinvolgere nel sogno che ogni giorno cerchiamo di portare avanti anche in questa terra; amici della prima e dell’ultima ora, persone di associazioni con cui in questi anni abbiamo collaborato, giovani, famiglie, volontari, alcuni dei profughi iracheni che quest’anno abbiamo conosciuto e accolto... Sono venuti uno ad uno, ognuno con la propria storia, ma tutti accomunati dal desiderio di accogliere e condividere, anche qui in Giordania, questa grazia che abbiamo ricevuto tutti. L’arabo e l’italiano si sono intrecciati nelle parole e nei canti della celebrazione. Tante persone, andando via, ci hanno ringraziato perchè nonostante le differenze linguistiche si sono sentite subito avvolte dalla preghiera e hanno potuto gioire di questa messa celebrata nella grande famiglia che è l’Arsenale.

Fraternità dell'Arsenale dell'Incontro - Madaba - Giordania


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