Sermig

La gloria che corre di più

È quella che che rende concreta la speranza.

Qualche giorno fa ho chiesto ad un mio amico-maestro: “Che cosa significa contemplare la gloria di Dio?”. “Contemplare la gloria di Dio è correre di più, anche se si è stanchi, è amare di più, è perdonare di più…”. Sono rimasta stupita da questa risposta. La chiave è in queste semplici parole: di più. Ho cominciato a pensare.

Tanti volti hanno affollato la mia mente e il mio cuore. A., poco più di 40 anni, due ragazzini da crescere, un marito all'improvviso invalido che interrompe il sogno di una famiglia unita e felice. Per amore reagisce, corre dalla mattina alla sera, si destreggia tra il suo lavoro, che non può lasciare perché adesso è l’unico ingresso per la famiglia, le visite quotidiane a suo marito all'ospedale, la scuola dei figli, le loro attività sportive: tutto questo per tenere unita la famiglia che definisce il suo più grande tesoro!

Penso a M. che di fronte all'ennesima notizia di attentati, dopo una prima reazione istintiva di rabbia, ti dice: “A cosa serve l’odio, il rancore? È tempo perso. A me hanno tolto la casa, la mia terra, i miei amici, ma non possono togliermi la mia fede e questo mi basta!”. E giorno dopo giorno, in un Paese straniero, tra tante difficoltà, l’impegno a costruire una nuova vita.

Penso a Abu R., viso scavato dal tanto lavoro, occhi azzurri ancora vivi e trasparenti che si sono incontrati con quelli dei bambini disabili dell’Arsenale dell’Incontro. Da quel momento non si sono più lasciati. Ogni mese porta nel silenzio una piccola somma perché, nonostante abbia i soldi per dare futuro ai propri figli, vuole esserci anche lui a costruire un futuro migliore per questi bambini, spesso scartati. E come Abu R. quante anime ci aiutano a concretizzare ogni giorno la speranza nei nostri Arsenali!

Penso ai tanti giovani che trascorrono i fine settimana a portare la loro esperienza di volontariato parlando durante le messe e proponendo i libri del Sermig. Quanti volti, che non avrebbero mai detto una parola in pubblico, fanno veramente salti mortali perché credono che un libro può cambiare la vita, come quasi sicuramente ha cambiato la loro. Quanti di loro, invece di inventarsi divertimenti estremi, vanno a raccogliere cibo nei supermercati per le tante famiglie che l’Arsenale della Pace ogni settimana aiuta… sentirsi realizzati nel far felici gli altri.

Correre anche quando si è stanchi, parlare anche quando si è timidi, impegnarsi anche quando si vorrebbe stare sdraiati al sole… , andare oltre il proprio io è quel di più che mi fa contemplare la gloria di Dio.

Cristiana Capitani