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Progetto "Presenza Viva" Tanzania

Sanità e sviluppo per la Tanzania

Paese: Tanzania
Partner: G.O.M.N.I, Diocesi di Njombe
Località: Njombe, Ihanga, Kilocha, Ludewa
Periodo: 1998-2012 e a continuare

 

Contesto:   Il 95% della popolazione della Diocesi – 700.000 persone, il 40% con meno di 15 anni - è rappresentato da piccoli agricoltori che praticano una agricoltura di sussistenza con tecniche tradizionali, ossia integralmente svolta senza uso di macchine agricole e molto dipendente dalla irregolarità delle piogge (dopo periodi di siccità negli anni passati, gli ultimi anni hanno addirittura conosciuto alluvioni).
Le colture tradizionali sono quelle di mais, fagioli, patate e avena, cui si associa la frutticoltura – banane, papaia, arancia passiflora etc.
Il territorio è idoneo anche alla pratica delle tipiche colture commerciali tropicali locali – caffè e the – ma queste attività sono svolte unicamente da aziende parte di gruppi multinazionali che ritirano il prodotto allo stato naturale per la sual successiva lavorazione e commercializzazione, trattenendone il profittoe. Similmente avviene per lo sfruttamento delle risorse forestali, a parte piccole iniziative locali di ‘coltivazione’ di specie adatte.
Ancora oggi quindi la situazione economico-sociale è caratterizzata da condizioni di vita molto povere ed essenziali, che determinano in generale per gli abitanti, l’impossibilità di soddisfare le proprie ‘necessità-base’.

Affiancandosi con una azione importante a quella del governo, la Chiesa locale è fortemente impegnata in programmi di promozione umana specie nel campo della istruzione/formazione professionale, sanità di base – la Diocesi possiede e gestisce 2 ospedali e 15 tra Health Centers e Dispensari -, e animazione di progetti produttivi agricoli in forma cooperativa. Lo sforzo è sostenuto in vario modo anche da iniziative di Cooperazione da parte di Entità e ONG.
La diffusione nel territorio di queste iniziative rappresenta un fondamentale contributo ad arginare il fenomeno dell’inurbamento, per ora ancora non troppo grave – che non può che creare un insieme di sradicati privi di reali prospettive di vita – puntando piuttosto a cercare di sviluppare le potenzialità in loco, nell’ambito di una struttura sociale ancora assai tradizionale, non priva di pesanti contraddizioni, ma anche di valori da far crescere e su cui costruire. 
La vita quotidiana delle opere di promozione umana, dipende comunque ancora molto dall’aiuto esterno. Aiuto per assicurare vita alle opere – dare un pasto giornaliero ai bambini negli asili, aiutare poveri e ammalati con alimenti, medicinali e materiale sanitario, attuare iniziative volte ad aumentare estensione e produttività dell’agricoltura. Aiuto per allargarne, costruirne di nuove.

 

Finalità: Dare nuove prospettive alla vita della gente in condizioni di povertà sviluppando le potenzialità locali, nell’ambito di una struttura sociale tradizionale ma assai ricca di valori da far crescere e su cui costruire azioni e relazioni solidali.
Promuovere le capacità dei villaggi nell’organizzare e gestire iniziative e strutture comunitarie in spirito solidale e facendosi carico di chi si trova in condizioni di maggiore vulnerabilità. Utilizzare anche soluzioni tecnologiche come veicolo privilegiato per migliorare le condizioni di vita di questi villaggi, in particolare quella del fotovoltaico.

Il Progetto: Il programma di attività assieme individuato si articola attorno a tre necessità ovunque fondamentali:
- Disponibilità di acqua sicura per il consumo umano;
- Sviluppo agricolo diffuso, e riforestazione;
- Disponibilità di energia a condizioni di cui la gente possa beneficiare. Il metodo è sempre promuovere iniziative di autosviluppo, in cui la comunità locale si trovi direttamente protagonista e responsabilizzata; curando in particolare la partecipazione delle donne, con piena loro rappresentanza decisionale. E al contempo la crescita delle capacità delle comunità nelle necessarie competenze tecniche e gestionali.

 

GeneratoreRealizzazioni:

- realizzato un acquedotto "a caduta" di 9 km per il villaggio di Ihanga (50 km a sw di Njombe), che consente ai quasi 5.000 abitanti di avere acqua di sorgente in un primo punto di prelievo al centro dell’area abitata. L’adeguata, stabile, sostenibile disponibilità di acqua sicura è il tassello fondamentale che a un tempo sostiene e rilancia tutte le altre iniziative per la vita della gente: si libera molto tempo e fatica di donne e bambine che restano così libere di frequentare la scuola, si evitano gravi malattie, si diffonde igiene e prevenzione, si ha la possibilità di costruire sanitari. L’impegno della comunità garantisce la sostenibilità nel tempo e l’ammortamento dell’opera; e viene formata una squadra di tecnici per manutenzione, esercizio, e ulteriori realizzazioni. Il tracciato è stato poi esteso alle quattro diverse borgate che compongono il villaggio di Ihanga, con 8 Km di condutture di distribuzione, per portare l’acqua, sempre per caduta, in 12 fontanepresso le abitazioni

-Nella stessa zona è stato predisposto un progetto completo per l’acquedotto di Itipula, 16km con 14 fontane al servizio di 2.200 persone, poi realizzato dalle autorità locali. -Ed è stato realizzato un altro acquedotto, per il villaggio di Mgala: 11km di tracciato, con tre linee di distribuzione per 8 fontane. Una risorsa fondamentale per lo sviluppo di un’area remota ma con buona terra, dove ora la gente, già più di un migliaio gli abitanti, sta tornando ad insediarsi.

 - Attraverso un contatto capillare con le famiglie, sono promosse azioni per aumentare la produttività del duro lavoro agricolo; per passare dalla sola sussistenza a introdurre anche colture con sbocco nel mercato locale, e diversificare aprendosi a attività come la piscicoltura e l’apicoltura, già sperimentate con successo.

- per quanto riguarda il fotovoltaico è stato realizzato: unimpianto fotovoltaico di 5kw per illuminazione e alimentazione utenze della scuola superiore tecnica di Kilocha; dove si è contribuito a realizzare la biblioteca, e il laboratorio di chimica.

- a Ludewa, è stato inviato e installato un generatore di energia elettrica da 330kwh recuperato in ottime condizioni; benchè capoluogo di Distretto, la cittadina era pressochè priva di energia elettrica

 - si è contribuito all'ampliamento e potenziamento del dispensario di Ihanga

 

Erogazioni: Euro 75.400 

Valore globale degli invii di materiali e tecnologie: Euro 1.076.100 

Beneficiari: Le comunità della diocesi di Njombe; in particolare quelle dei villaggi della zona di Ihanga – 25.000 persone circa.