Sermig

Come va?

di Carlo Degiacomi - Inquinamenti: un’emergenza ambientale.
Per uno sviluppo sostenibile dell’Italia (benessere e occupazione con il rispetto della natura) e per aumentare in contemporanea la qualità della vita degli italiani è indispensabile concentrarsi sulle emergenze ambientali a partire dagli inquinamenti. Fanno queste parte dell’agenda politica? Sulle emergenze ambientali e le loro conseguenze ci aiuta a riflettere il recente quaderno – distribuito gratuitamente in rete – Inquinamento e salute della Fondazione Veronesi, che affronta anche la domanda complessa: come l’ambiente influenza il rischio di ammalarsi di tumore?

Complessa perché in genere un tumore non dipende da un’unica causa: possono contribuire numerosi fattori come la predisposizione genetica, gli stili di vita, l’età, oltre all’ambiente in cui si vive e si lavora. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) nel 2014 (ultimo anno di cui si hanno i dati) i decessi per tumori maligni sono sta-te poco più di 177.300, risultando la seconda causa di morte (29% di tutti i decessi) dopo le malattie cardiocircolatorie (37%).

Secondo i Registri tumori, in media ogni anno in Italia muoiono 485 persone per un tumore ogni giorno. Una notizia importante: la mortalità per tumore è in diminuzione in entrambi i sessi, ma l’invecchiamento della popolazione nasconde l’entità di questo fenomeno, poiché i più anziani si ammalano di più. Ritorniamo al tema più generale. Gli inquinamenti causa-no ogni anno 9 milioni di morti prema-ture a livello mondiale. Più di tabacco, droghe e alcol. In Italia ogni anno, in base a dati ancora approssimati, sono circa 60mila i decessi considerati evitabili per malattie dovute a sostanze contaminanti (nell’aria, terreno, acqua, cibo).

Decessi dovuti principalmente a malattie respiratorie e cardiovascolari, ma a cui si aggiungono i tumori, grazie agli esiti di ricerche recenti che collocano sostanze inquinanti tra gli agenti carcinogeni. 15mila sono solo in Lombardia, una delle regioni più inquinate (per non parlare sempre dei casi più eclatanti in alcune regioni – dalle cit-tà dell’amianto diffuso, alla Terra dei Fuochi, a Taranto, Brindisi, Porto Marghera…).

Si tratta di un tema molto più ampio dei casi citati. «Le sostanze presenti nell’ambiente quotidiano influiscono sulla nostra salute, nel bene e nel male, attraverso ciò che respiriamo, mangiamo e beviamo, al lavoro, in casa o negli spazi aperti. Gli elementi presenti nell’aria, nell’acqua e nel suolo interagiscono con il nostro DNA e possono contribuire a farci vi-vere meglio o, al contrario, arrecare danni gravi».

Le principali sostanze a cui possono essere esposti i cittadini (non solo i lavoratori diretti, spesso in modo grave) sono molte: aflatossine, amianto, silice e altre polveri, ammine aromatiche, arsenico, cadmio e cromo, cloruro di vinile monomero, diossina, formaldeide, fumo attivo e passivo, glifosfato, idrocarburi policiclici aromatici, inquinamento atmosferico, inquinamento elettromagnetico, interferenti endocrini, pesticidi e insetticidi, radon e radioattività ambientale.

Nel quaderno della Fondazione si possono trovare non solo cause, leggi, descrizioni, effetti, malattie derivate dalle sostanze citate, cautele che ognuno di noi può attivare su prodotti tessili, cosmetici, cibo, mobili, materiali edili… ma anche i controlli e le verifiche pub-bliche in base alla legge che devono essere garantite. Un tema su cui moltiplicare la nostra attenzione e sensibili-tà. Intanto più sappiamo e meglio è.

Carlo Degiacomi
AMBIENTE
Rubrica di NUOVO PROGETTO