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Dei diritti e dei doveri

di Renzo Agasso - Sergio Marchionne inedito: la sua visione, il suo pensiero.
Si piange Sergio Marchionne, salvatore della Fiat. Forse occorrerà anche studiarne la vita e il pensiero. Potrebbero scaturirne riflessioni preziose, per tutti. Ad esempio, ecco il brano d’una sua conferenza del marzo 2012 alla Bocconi.

Dice l’uomo del golfino nero: «Tutti noi, tutti coloro che vogliono un’Italia migliore hanno l’obbligo di fare qualcosa per cambiare le cose. A volte, nel nostro Paese, ho l’impressione che ci sia un atteggiamento passivo nei confronti del presente. Un atteggiamento che sta sgretolando uno dei pilastri del nostro stare insieme e del nostro modo di guardare al futuro.
È come se si pretendesse di avere diritto a un domani migliore senza essere consapevoli che bisogna saperlo conquistare».
«Io non sono un professore di storia né di sociologia, ma mi è capitato ogni tanto di pensare da dove nasca tutto ciò. La risposta che mi sono dato è che, in modo paradossale, ogni tanto le grandi conquiste portano a risvolti imprevedibili e non voluti».
«Così è successo col Sessantotto. Un movimento di lotta pienamente condivisibile, che ci ha permesso di compiere enormi passi avanti nelle conquiste sociali e civili, ha avuto purtroppo un effetto devastante nei confronti dell’atteggiamento verso il dovere».
«Oggi viviamo nell’epoca dei diritti. Il diritto al posto fisso, al salario garantito, al lavoro sotto casa; il diritto a urlare e a sfilare; il diritto a pretendere».
«Lasciatemi dire che i diritti sono sacrosanti e vanno tutelati. Ma se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo. Perché questa evoluzione della specie crea una generazione molto più debole di quella precedente, senza il coraggio di lottare, ma con la speranza che qualcun altro faccia qualcosa. Una specie di attendismo che è perverso ed è involutivo».
«Per questo credo che dobbiamo tornare a un sano senso del dovere, alla consapevolezza che per avere bisogna anche dare. Bisogna riscoprire il senso e la dignità dell’impegno, il valore del contributo che ognuno può dare al processo di costruzione, dell’oggi e soprattutto del domani ».

Tanti anni fa, un altro uomo pianto e rimpianto ebbe a pronunciare parole non dissimili: questo Paese non si salverà se non nascerà una nuova stagione dei doveri. Si chiamava Aldo Moro, quell’uomo, e non si salvò. Sergio Marchionne ora riposi in pace. Noi no. A noi tocca inquietarci e reagire alla dittatura dei diritti. Prima che sia troppo tardi, e davvero questo Paese si perda.

Renzo Agasso
PEOPLE
Rubrica di NUOVO PROGETTO