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Modest Fashion

di Elisa d'Adamo - Per modest fashion si intende quel filone della moda dedicato alle donne che desiderano vestirsi seguendo le ultime tendenze ma nel pieno rispetto delle norme del Corano.

Il Medio Oriente incontra l'Occidente grazie ad un recente fenomeno di costume, che permette di mantenere l'indosso dell’abaya, la lunga tunica che lascia scoperto il capo, le mani e i piedi e dell'hijab, il velo che copre la testa e le spalle, introducendo però colori vivaci, fantasie glamour e tessuti moderni. Via libera a morbide gonne fino ai piedi, sartoriali tailleur con gonne oltre il polpaccio, camicette a maniche lunghe e collo con fiocco e soprattutto lunghi abiti eleganti ed elaborati, spesso correlati da ampi copricapi. I brand occidentali guardano al mercato musulmano con grande interesse.

La moda è arte ma soprattutto business: nel 2013 le donne islamiche hanno speso 266 miliardi di dollari in abbigliamento e accessori e gli studiosi americani prevedono che entro il 2019 la spesa salirà a 484 miliardi.
Le nuove consumatrici sono chiamate Muslim Millennials, nate tra il 1980 e il 2000, appassionate di moda, benestanti, colte e connesse. Nel 2014 la stilista americana Donna Karen è stata la prima a proporre una collezione dedicata alla modest fashion. Nel giro di pochi mesi molti altri grandi brand, come Valentino, Dolce&Gabbana e Prada, hanno iniziato a collaborare fruttuosamente con il mondo musulmano.

Si moltiplicano manifestazioni, eventi, incontri fino all'istituzione di una vera e propria Settimana della Moda Araba, la Arab Fashion Week, che oggi si affianca a quelle di New York, Londra, Milano, Parigi. Nel 2015 Torino, città attenta al confronto tra culture, ha promosso la Turin Modest Fashion Roundtable, una tavola rotonda di livello internazionale. Nel 2017 una casa editrice modenese ha lanciato Modest Fashion, la prima rivista europea dedicata alla moda islamica.

Elisa d'Adamo
USI&COSTUMI
Rubrica di NUOVO PROGETTO