Sermig

Prima la vita

di Annamaria Gobbato - Mariacristina credeva di avere la vocazione religiosa quando a sedici anni, nel paese dei nonni materni, conosce Carlo Mocellin, che di anni ne ha diciannove.
Lei viene dalla provincia di Milano, dove è nata nel ’69, lui è veneto.

Nasce l’amore, irresistibile e sognatore, vissuto con tutto l'entusiasmo dell’età. I chilometri che li dividono non fanno altro che alimentarlo ed eccoli presto sposi. Hanno superato assieme – anche grazie alla fede – un periodo difficile, a causa di un doloroso tumore al ginocchio di Mariacristina.
Nasce quasi subito il primo figlio, Francesco, seguito un anno e mezzo dopo da Lucia.

Sembra l'inizio di una delle tante storie di coppia che non salgono alla ribalta della storia, ma il Signore ha deciso altrimenti; prende in parola la preghiera di lei: «Padre, ti offro la mia gioia come canto di lode, il mio cuore come casa che ti accoglie, la mia vita perché tu vi compia il tuo volere» e permette che il male ritorni con violenza.
Lei è alla terza gravidanza, e deve scegliere: o curarsi e mettere in pericolo il feto o portarla a termine senza sottomettersi alla terapia anticancro.
Sceglie la seconda strada. Riccardo nasce sano, ma per la mamma non c'è più domani: Mariacristina muore a 26 anni.

Alla sua famiglia resta il ricordo di una donna che ha scelto la vita a tutti i costi, che insegna ancora a trovare un senso anche all’apparente assurdità del dolore: «Credo che Dio non permetterebbe il dolore, se non volesse ricavare un bene segreto e misterioso, ma reale. Credo che non potrei compiere nulla di più grande che dire al Signore: Sia fatta la tua volontà. Credo che un giorno comprenderò il significato della mia sofferenza e ne ringrazierò Dio. Credo che senza il mio dolore sopportato con serenità e dignità, mancherebbe qualcosa nell’armonia dell’universo».

Annamaria Gobbato
#TERRA&CIELO
Rubrica di NUOVO PROGETTO