Sermig

La forza dei sogni

di Domenico Agasso jr - I giovani sono chiamati a sognare. Sempre e comunque. E possibilmente «in grande». Poi, devono anche fare attenzione a non farseli «rubare», i sogni. In particolare dagli adulti. È l’invito che papa Francesco lancia nell’incontro con i ragazzi italiani al Circo Massimo. Sono 50mila, con le magliette colorate «Siamo qui!», accorsi da 195 diocesi su 226, per questo appuntamento – intitolato Per mille strade, verso Roma – in preparazione del Sinodo dei vescovi che si svolgerà a ottobre, sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale».

Il Pontefice incoraggia i ragazzi a non accontentarsi «del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e impegnarvi per un’umanità più fraterna».

Jorge Mario Bergoglio riconosce che la Chiesa ha un gran bisogno «del vostro slancio, delle vostre intuizioni».

Il Pontefice non si sottrae alle domande dei giovani sui temi che stanno loro a cuore.

A cominciare dai sogni. Per Francesco quelli dei ragazzi «fanno un po’ paura agli adulti. Forse perché hanno smesso di sognare e di rischiare, forse perché i vostri sogni mettono in crisi le loro scelte di vita. Ma voi non lasciatevi rubare i vostri sogni», esorta, perché «un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato», mentre peggio ancora sono «i giovani da divano», o quelli «senza sogni che vanno in pensione a 20-22 anni».

E per fare l’esempio di un ragazzo che «sognava in grande», il Papa «scomoda» il Santo da cui ha preso il nome: «C’era un ragazzo qui in Italia, che cominciò a sognare alla grande, e il suo papà, un grande affarista, cercò di convincerlo, ma lui disse: “No, io voglio sognare questo che sento dentro”, e alla fine se n’è andato per sognare». Allora il padre lo seguì: «Quel giovane si è rifugiato nel vescovado, si è spogliato delle vesti e le ha date al padre: “Lasciami andare”». Questo ragazzo «si chiamava Francesco, e ha cambiato la storia dell’Italia». Il Pontefice coglie l’occasione per dire un «no» assoluto alle «pastiglie» che illudono, le droghe: «Ti addormentano il cuore, ti bruciano il neurone, ti rovinano la vita».

Ecco poi l’amore, che «non tollera mezze misure. O tutto o niente»; nell’amore «devi mettere “tutta la carne sulla grigliata”, così diciamo noi in Argentina».

Domenico Agasso jr
PONTIFEX
Rubrica di NUOVO PROGETTO