Sermig

Con gli occhi di un bimbo

di Ernesto Olivero - La giusta prospettiva per vivere la vita.
Il mio amico dom Luciano Mendes, vescovo brasiliano che ha fatto molto a livello pastorale e sociale per i bambini di strada, era solito affermare che i piccoli non sono il problema, ma la soluzione dei problemi. «Chi cerca con impegno di trasformare la vita dei bambini bisognosi scopre la gioia di vivere e di costruire un mondo più solidale e fraterno. Diamo vita ai bambini e saranno loro che ci aiuteranno a scoprire il senso della vita e a fare l'esperienza della gratuità dell'amore».

Questi bambini, privi dei più elementari diritti umani, chiamano in causa le nostre responsabilità, ci obbligano a un esame di coscienza. Gesù ha sempre messo i piccoli in primo piano, al centro delle sue preoccupazioni: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché tu così hai deciso nella tua benevolenza» (Mt 11,25-26).

Da quando ho compreso questo dono di Gesù, ho ringraziato di essere rimasto piccolo. E non ho più voluto crescere. Un bambino immediatamente si mette a piangere o si nasconde quando i grandi litigano, si odiano, si picchiano. Nella sua testa e nel suo cuore non può accettare che i grandi, le persone importanti, si facciano del male, abbiano invidia gli uni degli altri.



Ognuno di noi grandi dovrebbe fare un esame di coscienza: oggi cosa possiamo fare perché i bambini si sentano al sicuro?
Mi viene incontro la lettera che Madre Teresa ci ha scritto: «… Penso che dobbiamo prendere la Madonna con noi e insieme a lei andare alla ricerca dei bambini, dei giovani, per portarli a casa...». Un invito a tutte le persone adulte ad avere un cuore di madre, uno spirito materno, uno spirito di cui tanti uomini e donne dovrebbero riappropriarsi.

I bambini non possono immaginare che tanti loro coetanei muoiano di fame, che non abbiano una medicina per far passare il male, che non vadano a scuola. Cercano donne e uomini che se ne facciano carico, che si mettano a servizio, che sappiano inginocchiarsi e chiedere: «Cosa posso fare per te?».
In fondo il Signore ci chiede di tornare bambini, di trattarci bene tra noi. Facciamo in modo che nessun adulto, da oggi in poi, guardi i bambini per scopi non puliti. Anche da adulto un bambino usato, abusato, continuerà a portarne le conseguenze. Facciamo in modo che non ci siano più bambini soldato, bambini venduti al mercato degli organi, bambini sfruttati nel lavoro, privati di una famiglia accogliente, della scuola, delle cure, della pace, di futuro.

Dom Luciano ci ricorda: «Uniamo gli sforzi per accendere una luce nella vita dei bambini. Dio farà sì che diventi la luce della nostra vita, la semente della giustizia e della pace sociale, l’aurora della speranza per il mondo».
I sapienti, i dotti non possono capirlo, perché si sentono grandi. Ma i veri grandi sono i piccoli, i veri grandi sono quelli che servono.

Ernesto Olivero
EDITORIALE
Nuovo Progetto
Ottobre 2018