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Ghost in the shell

Di Alessandro Del Gaudio - Tradotto in italiano come Squadra mo­bile corazzata d’attacco. In Italia i tipi della Star Comics l’avevano tradotto come Squadra Speciale Ghost. L’au­tore il grande Masamune Shirow, noto nel nostro Paese anche per Orion e Appleseed, ormai opere quasi intro­vabili. Il suo nome resta legato a que­sta serie, Ghost in the Shell, (clas­se 1989) portata sul grande schermo dall’impagabile regista Mamoru Oshii.

Il film d’animazione, abbastanza fe­dele al manga, ha per protagonista la bella Motoko Kusanagi, una don­na robot pensante, un cyborg fornito di coscienza nella migliore tradizione del cyberpunk. In una megalopoli af­follata, stregata e alienante, che rical­ca molte città asiatiche, una squadra antiterroristica, la Sezione 9, deve fer­mare un temibile hacker, il Burattinaio, che riesce a controllare i massimi si­stemi informatici di una società droga­ta di tecnologia, mettendo le macchi­ne contro i loro stessi creatori. Motoko dovrà stanare il ricercato, un nemico che agisce nell’ombra e la cui identi­tà resta un rompicapo che neanche i più abili investigatori sanno risolvere. Il Burattinaio sarà davvero il terribi­le criminale che viene dipinto?

Alla base del film diretto nel 2017 da Ru­pert Sanders, con Scarlett Johansson (foto) come protagonista, c’è proprio il controverso profilo del nemico, qui chiamato Kuze. Del fumetto e del suc­cessivo film animato vengono mante­nute le atmosfere, alcune sequenze vengono conservate con fedeltà am­mirevole, ma la trama viene stravolta abbastanza da far storcere il naso ai fan accaniti e anche a qualche cinefilo scafato a digiuno di manga e anime.

Alessandro Del Gaudio

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