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Cannes contro NetFlix

di Davide Bracco - Il vecchio e il nuovo mondo di fronte a Orson Welles.
Accade a volte che singoli episodi possano essere degli ottimi paradigmi per capire lo spirito del tempo.

La storia intorno all’ultimo film di Orson Welles credo possa essere proprio uno di questi casi. The Other Side of the Wind è un film incompiuto di Orson Welles, girato tra il 1970 e il 1976 insieme a registi ed amici quali Peter Bogdanovich, John Huston e Joseph Mc- Bride. Il film racconta l’esperienza di un anziano regista che sul finire della carriera sta girando un film dal budget ristretto e molto sperimentale per stile e contenuto.

Il film cerca anche di spiegare la visione di Welles nei riguardi del rapporto tra attore e regista, ossia tra “uomo” e “Dio”. Questo film, dice McBride, «è l’8 ½ di Welles, una meditazione sull’arte e il mestiere del cinema» tracciando una consonanza tra questo e il film più riuscito di Fellini con Mastroianni protagonista.

Come spiegato più volte dallo stesso Welles il suo lavoro consisteva non tanto nel girare film ma nel reperire finanziamenti per i suoi progetti e anche in questo caso, la produzione venne sospesa molte volte a causa dei finanziamenti che venivano a mancare. Nonostante fosse un film completo per quanto riguarda il girato, Welles riuscì a montarne solo 45 minuti e alla sua morte, nel 1985, tutto il materiale, oltre mille pizze, rimase bloccato a Parigi per conflitti tra i titolari dei diritti di proprietà.

La situazione rimase stagnante fino a quando il canale streaming più noto al mondo Netflix non decise di investire, risolvere le faccende legali e pagare il montaggio del capolavoro perduto. A film finalmente pronto tutti i principali festival cinematografici si sono detti onorati di proiettarlo in anteprima a cominciare dal più importante, Cannes. Ma qui la storia si complica in quanto il festival di Cannes comunica a Netflix che non avrebbe proiettato gli altri nuovi film prodotti dal canale se prima non fossero stati proiettati prima nei cinema francesi.

Condizione inaccettabile per un canale internet che ha tutto l’interesse di trasmettere sul suo canale web i propri prodotti e non nelle sale tradizionali. In breve Netflix si oppone e per ripicca nega al festival il permesso di proiettare Welles che nuovamente – anche da morto – si trova penalizzato dal mercato cinematografico. Un episodio che esplicita in maniera lampante la dicotomia tra il mondo del secolo scorso dove i film erano prodotti da società specializzate e proiettati nei cinema e quello odierno dove sempre più spesso i film sono prodotti da colossi del web (non solo Netflix ma anche Amazon) che considerano le sale come residuali nella catena dell’entertainment.

Salvaguardare i cinema e difendere la visione collettiva sarà una sfida per i prossimi legislatori che non dovranno tuttavia penalizzare i nuovi sistemi produttivi e i differenti modi di intrattenimento. Speriamo in un lieto fine come avvenuto per Welles: The Other Side of the Wind sarà proiettato a settembre al più conciliante festival di Venezia.

Davide Bracco
AL CINE
Rubrica di NUOVO PROGETTO