Sermig

Giraffa

di Fabio Arduini - Alte, resistenti, veloci. Quattro specie diverse, un unico nome.
A dispetto delle apparenze da animale simpatico e affettuoso ma fondamentalmente ciondolone, la giraffa sfoggia un curriculum vitae di tutto rispetto.
Non solo perché è la più alta del mondo.
Le sue lunghe zampe sono infatti sorprendentemente forti, come sanno bene leoni e altri grandi predatori; è capace di correre a più di 50 km all'ora, si sposta per centinaia di chilometri senza fatica, ed è tutto sommato parca di consumi perché sì, necessita di 35 kg di foglie al giorno, ma in compenso resiste per giorni senza bere una goccia d’acqua.

Inoltre ha sventato ogni tentativo umano di imporle un qualche tipo di giogo lavorativo, conservando un appeal da specie ancora pura, non compromessa con la civiltà.
È la sua vita relazionale semmai a nascondere una nota un po’ stonata.
Non tanto per le abitudini solitarie dei maschi più adulti, è più facile avvistarla insieme ai suoi simili che singolarmente, ma piuttosto per la precarietà dei gruppi, che cambiano con estrema frequenza, in modo magari casuale.
E ciò in fondo dispiace, soprattutto se si è tentati di provare un certo feeling per questo animale così simpatico.

Forse la casualità delle giraffe nasconde relazioni che non abbiamo compreso e pazienza: se ci accorgessimo che non avevamo capito niente di loro non sarebbe certo la prima volta.
I primi europei che le descrissero, per esempio, le classificarono come una via di mezzo tra il cammello e il leopardo: e se l’accostamento al felino fu dovuto all'aspetto della pelle, è più difficile decifrare per quale motivo fossero state inizialmente abbinate ai cammelli.
Magari per quell'espressione un po’ hippy da ruminante con le ciglia lunghe e l’aria senza pensieri. Inoltre sono solo due anni da quando la comunità scientifica internazionale ha appurato che quella che si pensava una specie unica in realtà sono quattro diverse.

Fabio Arduini
PAROLE
Rubrica di NUOVO PROGETTO