Sermig

Dove arriva l'amore

a cura della redazione di unidialogo - La testimonianza della beata Leonella Sgorbati, nel ricordo delle sue consorelle.
Missionaria e martire, una vita donata per amore: la costante dell’esperienza di suor Leonella Sgorbati. Religiosa della Consolata, tanti anni spesi in Kenya, poi in Somalia dove decise di aprire una scuola per infermiere. Un sorriso che conquistava, una fede che palpitava, una semplicità che disarmava.
Fino alla fine, a quel 17 settembre del 2006. Suor Leonella viene uccisa a Mogadiscio da estremisti islamici, proprio davanti alla scuola che aveva fondato. Le sue ultime parole furono: «Perdono, perdono, perdono». Adesso suor Leonella è beata. Il ricordo è nella testimonianza delle sue consorelle, ospiti dell’Università del Dialogo del Sermig.



Suor Joan – Ho conosciuto suor Leonella quando avevo 18 anni e sentivo di voler diventare infermiera. Quando la incontrai mi colpì il suo sorriso. Mi chiese solo perché volessi fare proprio l’infermiera.
«Per aiutare i malati, i bambini », risposi. spiegato che volevo aiutare i malati, i bambini. Da quel momento, trovai in lei una persona molto vicina, pronta a farsi carico di tutto, della nostra formazione ma anche delle nostre fatiche e sofferenze. Era robusta, ma il suo cuore era ancora più grande perché aveva spazio per tutte le persone che incontrava. Leonella poi era una vera donna di Dio, capace di comunicarlo.
Aveva un modo semplicissimo di relazionarsi con Gesù e questo lo vedevi, era evidente. Se sono poi diventata una suora, è grazie a lei, al suo esempio.

Suor Marzia – A Mogadiscio, le nostre giornate erano completamente a servizio della gente. Ogni giorno in ospedale arrivavano duemila persone. Avevamo la pediatria, la ginecologia, una banca del sangue, la scuola per infermiere. Leonella l’aveva voluta per dare un futuro ai giovani somali, anche se non è stato facile. Lei conosceva benissimo i rischi come tutte noi. Ci eravamo assunte una responsabilità. Tante volte ci avevano consigliato di lasciare la Somalia, il dilemma di partire o restare era quotidiano. Ricordo che una sera in preghiera sentimmo di dover dare una risposta personale. Nessuna se la sentì di andare via. Restammo per amore.
Questa è stata la nostra forza, una forza comunitaria fondamentale.

Suor Gianna – Il ricordo che mi porto dentro di Leonella è quello di un amore oltre le regole. Noi a volte pensiamo di saper amare, ma non è così. È l’amore a portarti oltre, anche quando è difficile, anche quando costa. È questo il segreto di una vita piena. Per Leonella è stato così. Hai paura, ci sono difficoltà, ma l’amore per la gente è più forte. È quello che ti fa continuare nonostante intorno a te tu senta e veda molta sofferenza.
Leonella con la sua scelta di perdonare ha dato una risposta anche a questo.

Suor Marzia – Suor Leonella era un vulcano. Lei aveva mille progetti e la nostra fatica era quella di tirarla indietro perché lei avrebbe fatto chissà che cosa. Il suo primo martirio in Somalia è stato questo: lei voleva parlare con tutti, aiutare tutti, si prendeva a cuore i problemi di tutti, ma non era possibile. In questo si vive anche una profonda solitudine. Nonostante questo vai avanti. A noi aiutava molto vedere Dio in ogni situazione.

Suor Joan – La testimonianza di perdono di Leonella è stata incredibile. Anche se crediamo, rimane sempre qualcosa di impressionante. La mia speranza è che il suo esempio aiuti tutti coloro che fanno fatica a perdonare. Spero che possano trovare in Leonella un punto di riferimento per mettersi in cammino.

Suor Marzia – La mia speranza è tutta nella fede, perché il sacrificio di Leonella porti frutto. Se guardo la Somalia oggi, da un punto di vista umano non vedo speranza. Ma con gli occhi della fede è diverso. Leggiamo nella Scrittura che a Dio nulla è impossibile, lui può trarre dei fi gli anche dalle pietre. È questo pensiero che mi dà forza, che mi fa credere che anche per la Somalia terminerà questo tempo. Quando arriverà il momento anche per loro ci sarà come un mosaico da completare. Sarà fatto di luci e ombre, di chiari o scuri. In quel giorno ogni cosa avrà un senso e sarà riconosciuta da tutti, anche il sacrificio d’amore di Leonella.

a cura della redazione di unidialogo
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