Sermig

La strada dell’umiltà

Flaminia Morandi - MINIMAdi Flaminia Morandi - «La vita monastica si riduceva a una sorta di sottomissione servile ai superiori, limitandosi a seguire i loro principi, a rispettare le loro tendenze personali (anche non evangeliche) e a obbedire ai loro ordini arbitrari, secondo il tradizionale adagio: “il monachesimo è obbedienza”. Questa è una verità indiscutibile. Tuttavia l’origine dell’obbedienza monastica era la sottomissione a un padre spirituale esperto, docile a Dio. Solo così l’obbedienza conduce a libertà…». Evidentemente, chi affermava questo era convinto che, in giro, questo padre spirituale esperto non c’era. E ancora, diceva lo stesso personaggio anonimo: «Ho ricevuto un grande shock una sera…nel corso di una riunione amichevole, uno dei partecipanti sollevò la questione dei nostri rapporti con i protestanti. Un responsabile delle Scuole della domenica rispose che non dobbiamo avere rapporti con loro… Ho protestato dicendo che questo porta all’isolamento e non è conforme al Vangelo. Poi a mia volta ho posto una questione imbarazzante ma decisiva: protestanti e cattolici, entreranno nel Regno?... C’erano una ventina di giovani. La risposta unanime è stata che né protestanti né cattolici entreranno nel Regno… Compresi allora che ero in presenza di una catastrofe allo stesso tempo religiosa, civile e sociale…».

Bene: adesso perlomeno sappiamo che il misterioso personaggio è un ortodosso. Ma andiamo avanti. Sappiamo tutti che il primo gradino del nostro percorso di cristiani è l’umiltà. Già, ma quale umiltà? Il signor X diceva: «Se l’anima si spinge troppo in basso finisce con l’avere tutt’altra pretesa, quella della falsa piccolezza, che gli farebbe simulare ignoranza mentre sente di non essere ignorante, o la semplicità ben oltre la propria semplicità, o la debolezza mentre non è debole, appropriandosi così di altre personalità che non sono sue e, con il pretesto dell’umiltà, cadere nell’ipocrisia… L’uomo, nella contrizione, lotta per eliminare ogni ambizione, ogni orgoglio, ogni sentimento di superiorità sul prossimo, ogni atteggiamento presuntuoso e pretenzioso, in modo da poter raggiungere la verità della propria anima semplice, debole e povera. Deve allora fermarsi a questo livello e non oltrepassarlo fino a negare la grazia che lo abita, non esagerare nella negazione di sé al punto di misconoscere l’azione di Dio in lui».

C’è bisogno di un pentimento collettivo che coinvolge la persona e la oltrepassa, diceva il signor X. Ci vuole una vera rivoluzione spirituale. Dal basso della terra. Chi è quest’uomo misterioso? Un Padre del III o IV secolo?

Flaminia Morandi
MINIMA
Rubrica di NUOVO PROGETTO

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