Sermig

L'infinito dentro di noi

a cura del Gruppo Giovani - La sete di infinito è sempre stata una necessità intrinseca nell’essere umano: è la ricerca di risposte a ciò che l’uomo non sa spiegarsi, e soprattutto di un fine ultimo della vita, di un suo senso. È un sentimento ineliminabile, perché mai si riesce ad arrivare ad una risposta completa, attraverso qualsiasi mezzo. Che ci si affidi ad una religione o meno, si parte dalle stesse premesse, dalle stesse necessità; e non importa che non si arrivi ad una conclusione, a quella tanto desiderata risposta certa: ciò che è davvero importante è il meccanismo che viene messo in moto. La ricerca di un senso della vita ci rende curiosi, desiderosi di comprendere ciò che accade attorno a noi, capaci di sorprenderci davanti ad ogni più piccolo ed apparentemente insignificante avvenimento.

E più scopriamo più ci rendiamo conto di non conoscere nulla e di non poter nemmeno immaginare i meccanismi dell’universo, che proprio per questo riusciranno a continuare a riempirci di meraviglia, anche per le più piccole cose. È questa consapevolezza, il “sapere di non sapere”, che rende fondamentale la ricerca stessa, e che può permetterci di essere aperti ad ogni possibilità, senza alcuna pretesa o alcun pregiudizio.

Olga Bianciotto  


Ricercare il senso della vita vuol dire scegliere in ogni momento di avere un ideale per cui spendersi e investire tutto ciò che si ha. È il sogno di fare della propria esistenza una meraviglia, di vivere una vita piena, che non si adatta a mediocrità e compromessi, maschere e falsità, ma che crea speranza e armonia attorno a sé ed è un esempio per molti.

È il frutto di un percorso non sempre facile, fatto di scelte e di passi concreti, che permette di interrogarsi e di conoscersi nel profondo per trovare la forza e il coraggio di dire i sì e i no che contano, per scoprire la propria vocazione, la propria strada, ciò che ci innamora.

Ricercare il senso della vita è avere il desiderio di ricominciare ogni giorno dalle proprie debolezze e dalle proprie fatiche per non accontentarsi dei piccoli traguardi, ma puntare in alto, con perseveranza, per migliorare noi stessi e la società.

Solo con un grande ideale per cui spendersi possiamo tenere il cuore aperto per svegliare la sete d’Infinito che vive in ciascuno di noi.

Giulia Mastrullo


Risvegliamo la sete di infinito. L’ultimo punto della carta dei giovani, quello che la chiude, ci apre verso l’infinito. Sembra una frase astratta, piena per alcuni e per altri vuota, e invece è forse la più radicata nel profondo del nostro essere. Impegnarsi a cercare il senso della vita significa innanzitutto battersi per darle un senso, mettendola in gioco nella sua interezza per farla fruttare a vantaggio di tutti, senza sotterrarla nella paura che ci sfugga perché «chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita la troverà».

La mia esperienza dice che non è facile, soprattutto perché siamo continuamente indotti da noi stessi e dalla società a silenziare quella voce, quella necessità. Ma è una sfida che non voglio perdermi, è “la sfida”: quella di avere il coraggio di fare del dono che siamo il dono che siamo chiamati ad essere. Solo così possiamo a un tempo realizzare l’infinito che è in noi e entrare in quella dimensione di eternità alla quale tutti, ma proprio tutti, aneliamo.

Simone Margaria


 Risvegliamo la sete d’infinito” credo sia un punto fondamentale della carta dei giovani, perché spesso si ha l’impressione che tutto vada consumato nell’immediato e anche i giovani a volte si sentono intrappolati in una felicità momentanea ma senza prospettive.

Se penso alla mia esperienza, ci sono stati anni di intensa ricerca per me, anche se non sapevo bene neanch’io cosa cercavo, ma spesso quello che ho incontrato si è rivelato molto più bello di quello che avrei mai immaginato. In tante circostanze mi sono sentito io cercato e guidato da quell’ “infinito che vive in me”.

Ricordo bene alcuni momenti, alcune esperienze che ho vissuto (già quando avevo 15 o 16 anni), che non solo mi hanno colpito per la loro ricchezza umana e spirituale, ma mi hanno anche aperto prospettive fondamentali per la mia vita, le hanno dato un senso profondo (e sono qui a scrivere per questo…). Tanti giovani oggi non sanno cosa cercano, ma in fondo tutti hanno questa sete! E per tutti è una sfida nuova ogni giorno, mai finita.

Roberto Lerda


Infinito

Un bambino una volta mi ha chiesto con il suo candore: «Cos’è l’Infinito? ». Ho risposto con altrettanta semplicità: infinito è trattare gli altri in un modo umano, è trattare gli altri senza alzare la voce, è trattare gli altri senza giudizi e pregiudizi, vedere sempre in chi abbiamo davanti un’anima.

Se proviamo a fare così, l’Infinito ha spazi immensi. Tu lo incontri e inizi a guardare in alto, senza paura di guardare anche in basso, la tua fragilità, i tuoi errori, il tuo io. Incontri l’Infinito, scopri la bellezza che hai dentro e ti accorgi che stai meglio, che crei comunione, che cominci a tessere un rapporto di amicizia disinteressata e ad abolire la parola “nemico”.

L’Infinito è in mezzo a noi, è dentro di noi. Ma oggi c’è qualcuno che lo cerca? Molti si sono arresi, molti sguazzano nella confusione, ma la vita nel buio non è vita, la vita nel male non è vita, la vita nei compromessi non è vita, la vita nel potere avvitato su stesso non è vita. La vita è quella che parte anche da un piccolo barlume, da un frammento di speranza ancora presente nel cuore, dal desiderio di guardare in faccia la realtà, gli occhi di un uomo, di una donna, di un bambino che ti aprono il cuore solo se non si sentono giudicati. Sono loro le guide, coloro che ti conducono verso l’Infinito.

Ernesto Olivero  

 

A cura del Gruppo Giovani
NP FOCUS

 

foto: Max Ferrero