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La nascita della minigonna

di Elisa D'Adamo - Gli anni ‘60 sono gli anni delle contestazioni giovanili, dei Beatles e dei Rolling Stones, della pop art di Andy Warhol, della Swinging London e, naturalmente, della nascita dell’intramontabile minigonna. Londra è protagonista di una grande rivoluzione culturale e sociale che interessa il settore della musica, dell’arte e della moda. Sono anni di ottimismo, di rottura con il passato e di gioia di vivere. Giovani artisti cercano di diffondere innovative forme di arte e i designer sperimentano nuovi stili. Nel 1965 Mary Quant, giovane stilista inglese, taglia gli orli di gonne e abiti sopra il ginocchio, dando vita ad una vera rivoluzione nella storia del costume. Le gambe sono in primo piano, così come le scarpe, sempre più squadrate e dal tacco medio. Ai completi graziosi ed accessoriati degli anni ‘50, si preferisce una moda minimal con rigorose forme a trapezio ed un grande uso dei colori.

Fantasie dalle tinte decise e geometrie optical in bianco e nero prendono vita su abiti e accessori di donne sempre più dinamiche ed indipendenti. Mary Quant lancia la sua minigonna proprio a metà degli anni ’60, facendola indossare ad una giovanissima parrucchiera di nome Leslie Hornby, presto ribattezzata “Twiggy”. La modella grissino, chiamata così per la sua magrezza, diventa ben presto un modello per tutte le ragazze, inglesi ed europee. Anche lo stilista francese André Courrèges nel 1964 presenta abiti corti e svasati e, pochi anni dopo, rivendicherà il copyright della minigonna. Il dibattito è ancora aperto, ma resta il fatto che quei pochi centimetri di tessuto in meno hanno fatto la storia della moda e segnato l’inizio di una nuova epoca.

Elisa D'Adamo
USI&COSTUMI
Rubrica di NUOVO PROGETTO