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Samurainside

di Andrea Go - I giorni migliori della mia vita sono stati quelli in cui per qualche motivo i pensieri della mente se ne sono stati buoni buoni... anche le notti migliori hanno avuto caratteristiche simili.
Niente sogni... anche loro buoni buoni. Anche i samurai avevano capito, nel medioevo giapponese, che per praticare l’arte dello Iaidō era necessario avere la mente sgombra dai pensieri. Si narra che lo scontro tra due maestri poteva durare ore, addirittura giorni. La posta in gioco era seria: la vita. Quando per qualche motivo i due decidevano di fronteggiarsi, iniziavano a scrutarsi a debita distanza. Quattro occhi e due katane.

Alla fine non vincerà il più abile nello sfoderare la spada, ma quello che sarà riuscito a tenere a bada i propri pensieri.
Quella mancanza di pensieri che produce calma, che diventa saggezza e che forse ti porta anche a decidere di non combattere. I troppi pensieri producono agitazione e un corpo agitato non ha in sè armonia. Il risultato non può mai essere positivo per sua stessa natura. Un samurai troppo pensieroso, troppo spesso deciderà di sfoderare la spada. Potrà essere abile, ma non farà altro che procurare morte fino al giorno in cui non sarà lui stesso ad essere affettato.

La strada dei pensieri porta in unico posto: la morte, che sia la mia o quella di un altro, sempre morte è. Positivi o negativi che siano, i pensieri non fanno altro che distoglierci dal presente.
Detto ciò, direte voi e mi dico più che altro da solo: adesso che ho sfoderato tutta questa pseudo saggezza da strapazzo... come cavolo faccio a tenere a bada i pensieri? Beh, scusate, non ne ho la più pallida idea. Mio nonno diceva sempre: «Se sei qui a farti questa domanda, sei già sulla cattiva strada».

Andrea Go
ORZATA CON LATTE
Rubrica di NUOVO PROGETTO