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Le “signorine” di Adele

di Annamaria Gobbato - Adele Bonolis ha un cognome famoso ma, al contrario di Paolo, il pronipote, non è un volto televisivo. Nata a Milano nel 1909, dopo la laurea in lettere e filosofia alla Cattolica, diventa insegnante di religione nelle scuole superiori. Ancora giovanissima, questa ragazza modesta ma decisa diviene dirigente della Gioventù Femminile di Azione Cattolica e del Cif provinciale di Milano.

Un incontro vissuto da bambina mentre era a passeggio col papà – ad un angolo di strada erano ferme alcune prostitute e lui l’aveva trascinata via – dà l’impronta alla sua vita. Decide di prendersi cura di queste donne messe al margine dalla società, e per loro inaugura una colonia estiva includendo anche giovani in difficoltà. In pochi anni si aprono altre ben quattro case-rifugio per le sue “amiche”, quanto mai necessarie: è appena stata approvata la Legge Merlin che abolendo le “case chiuse” di fatto trasferisce sulla strada il mercato della prostituzione.

Il suo è un voler «riabilitare l’amore, passando attraverso la ricostruzione della persona» e per questo prende ad interessarsi anche delle donne reduci dal carcere o dal manicomio in vista di un reinserimento nella società. Nelle sue case sono esclusi i grandi numeri, nella convinzione che non aiutano a creare un clima di famiglia attento alle particolari necessità di ciascuno, mentre viene incoraggiato l’aiuto reciproco.

Tutto il suo programma è racchiuso in tre parole: previdenza, prudenza, provvidenza. Un mix che la guiderà fino alla fine, nel 1980. L’opera di questa donna cristiana che ha saputo vedere il ferito sulla strada senza passare oltre continua nel tempo, richiesto anche dai sempre nuovi poveri che si presentano per un aiuto. E chiama anche tutti noi ad accettarci ed accoglierci così come siamo, senza steccati né barriere. La Serva di Dio Adele Bonolis lo ha fatto...

Annamaria Gobbato
TERRA&CIELO
Rubrica di NUOVO PROGETTO