Sermig

Vernice

di Fabio Arduini - Dalle pareti di casa all’auto: colora, esalta, protegge.
C’è ma non si vede, potrebbe essere il motto per la vernice. Molto esteso è il suo dominio, ma talmente evidente che non la si osserva e tantomeno la si nomina, se non in situazioni poco ordinarie. Fare attenzione a individuare tutti i posti dove la si trova applicata potrebbe essere un modo per ingannare il tempo, o potrebbe anche rappresentare una insolita tecnica mentale per guardare al mondo con il gusto della riscoperta, occhi nuovamente capaci di stupirsi, e magari anche di giudicare su cosa sia essenziale.

Un simile esercizio potrebbe iniziare al mattino e durare per tutto il giorno, in un arcobaleno di colori. I primi metri quadri di vernice ce li troviamo davanti senza neanche il bisogno di scendere dal letto: soffitto e pareti, se sono imbiancate, e poi il mobilio probabilmente, svariate suppellettili, ma anche la carrozzeria della prima auto che ci capita di vedere. Le applicazioni sono così numerose anche perché le vernici sono una famiglia di prodotti che rispondono a esigenze svariate, e riassumibili in: colorare, nascondere, esaltare, proteggere.

A dire il vero, il termine vernice identificava precisamente i prodotti che non nascondono l’aspetto della superficie che ricoprono, ma che proteggono ciò che sta sotto, lasciandolo al tempo stesso visibile. Il termine più specifico per le vernici che coprono sarebbe piuttosto pittura, o smalto. Si fabbrica vernice da almeno tremila anni. C’è sempre stata l’esigenza di ottenere un ampio spettro di colori da materie prime a costo contenuto, il più possibile abbondanti in natura e reperibili con facilità.
L’industria italiana della vernice ha conosciuto una notevole fortuna, ha annoverato molte innovazioni ed ha accompagnato lo sviluppo di altri settori che hanno costruito la fama del made in Italy, come quello dell’arredamento.

Fabio Arduini
PAROLE
Rubrica di NUOVO PROGETTO