Sermig

Nostalgia di bene

di Ernesto Olivero - La forza di una parola per andare oltre l’egoismo. A Natale come nel resto dell’anno.
Se c’è una parola che nella vita mi aiuta a vedere la strada da percorrere, questa parola è nostalgia. Nostalgia di vivere finalmente il bene, di portarlo a chi incontro, di comunicare con la vita che non c’è nulla di irreversibile. Qualunque errore, qualunque fatica, qualunque problema possono diventare un’opportunità per capire ancora di più l’altro e se stessi, per credere davvero in un nuovo inizio.

Nostalgia è davvero la parola più bella della mia vita. È quella che mi fa desiderare che amici cari vivano il bene. È una sana inquietudine che mi spinge, che mi fa fare sempre un passo in più, che allarga con delicatezza la mia strada. Prego perché la nostalgia non diventi mai malinconia o una parola astratta, ma rimanga concreta proprio come la vita. Vita fatta di parole, di incontri, di sguardi, di situazioni che possono aiutarci continuamente a vivere la nostalgia del bene.



È questo il mio desiderio di oggi, di ogni giorno. È questo il mio augurio alla vigilia di questo Natale. L’io ci vuole sempre distogliere dal compito che possiamo vivere. Nessuno è escluso. Ognuno di noi fa i conti con l’egoismo, con dinamiche che vogliono dominare e prendersi tutto lo spazio. Ma la nostalgia può aiutarci, può potenziare il nostro desiderio di bene, perché quello che non è stato possa diventare realtà.

Tanta gente ci ama perdutamente, tanta gente farebbe “carte false” per noi, tante persone sono pronte ad aiutarci con i loro soldi, il loro tempo, le loro capacità. Mi commuovono, sono esempi di umiltà e disponibilità in mezzo a noi. Anche per loro sento di avere una grande responsabilità e vorrei che ognuno facesse di tutto per meritarsi amici così. La nostalgia ci faccia compagnia sempre!

Ernesto Olivero
EDITORIALE
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