Sermig

I semi di Carla

Libri del Dialogo - Briciole di speranza raccolte da Antonio Mennonna.
Dal primo momento che ho parlato con Carla al telefono – era la vigilia di un Capodanno molto particolare per la nostra storia – non ho sentito una voce ma un’anima a cui avrei legato la mia vita per sempre. E così è stato. Quando l’ho incontrata e il mio sguardo si è fermato sul suo volto, scarno ma luminoso, era come se la conoscessi da sempre.

Era malata, pesava poco più di trenta chili ma della sua debolezza aveva fatto la sua forza.
Era sola, ma tutta per gli altri, per chi faceva fatica, per chi era caduto nel baratro della sofferenza e non riusciva a risalire.
Passava settimane intere senza mangiare e dormire per il dolore che le faceva compagnia, ma era capace di mettersi in viaggio per una conferenza sulla speranza in qualche paese sperso nel sud Italia o accodarsi a una carovana di malati in partenza per Lourdes.

Rispondeva ad ogni lettera che riceveva, il suo telefono squillava come quello di una centrale operativa di giorno e di notte, scriveva con il cuore in mano, registrava audiovisivi in casa con grande professionalità… tutto questo e molto di più per amore. Carla si nutriva di speranza, di donazione agli altri; un grande ideale che era riuscita a trasmettere a tanti amici, una strada chiarissima tracciata per le sue “briciole”, capofila di una catena di ammalati che pur soffrendo non smettevano di ringraziare Dio per la vita, i suoi doni, anche in situazioni così difficili. Questa era la vita vera di Carla.
Non era una povera malata, era una “ricca donna” con la sofferenza impressa sul volto e la gioia nel cuore abitato da Dio.

La sua era casa di tanti e anche “casa mia”. Tutte le volte che passavo da Genova non potevo non fermarmi da lei, per condividere insieme le opere che il Signore operava attraverso le nostre vite.
Si considerava una briciola e “briciole” era il nome che aveva scelto per tutti gli amici ammalati che radunava. Sono testimone di quante volte queste “briciole” siano diventate pane per tanti bambini di strada! Cara Carla, continuo a ringraziare Dio per la nostra amicizia, con la certezza che la morte non esiste per chi ha scelto l’amore e lo ha vissuto in ogni attimo. Ti voglio bene.

Prefazione di Ernesto Olivero