Sermig

Chi semina, raccoglie

di Ernesto Olivero - Quando una persona cara ci lascia, ogni volta per me è un dolore, ma anche un momento di consolazione, in qualche modo di gioia. Non lo dico da fanatico, ma pensando all’eternità. Sono convinto che nella vita, ogni uomo e ogni donna debba chiedersi con onestà: «Ma io, cosa farò da grande? ». E ancora: «Cosa farò quando non ci sarò più, almeno apparentemente?». La risposta è nel cuore di tutti. Qualcuno dirà: «A qualsiasi costo, diventerò ricco, farò carriera, penserò a me stesso, non avrò scrupoli. Se per diventare ricco dovrò rubare, lo farò. Se per avere una posizione dovrò ingannare, lo farò». E così via. Ognuno di noi può decidere cosa farà da grande. Davvero! Ma ognuno di noi deve avere chiara anche una consapevolezza. E cioè che dopo la morte, non ci saranno sorprese, non ci sarà un punto interrogativo. Semplicemente continueremo ad occupare il posto che abbiamo scelto durante la vita. Molti si troveranno nel luogo che hanno desiderato. Facendosi i soldi, ingannando, rubando... Molto semplice.

Sulla terra decidiamo cosa fare da grandi, ma anche cosa saremo nell’eternità. I nostri fatti, la nostra vita, il modo in cui moriremo parleranno per noi. Penso a Domenico, una persona che mi è stata molto a cuore. Lui già sulla terra, era un risorto, perché aveva deciso di farsi “gli affari degli altri”, di essere a servizio della felicità degli altri. Per questo, sono certo che Domenico non abbia avuto sorprese con Gesù. Semplicemente gli avrà detto: «Ma io ti conoscevo già. Non sei una sorpresa, ti ho desiderato tutta la vita. E adesso, abbracciami pure Gesù». E Gesù l’avrà sicuramente abbracciato.
Per ognuno di noi sarà la stessa cosa. Godremo di questo abbraccio solo se lo desidereremo già su questa terra. Il metro di paragone è semplice: «Ci facciamo gli affari nostri, o quelli degli altri? Vogliamo dire la verità, o ingannare?». Il mio domani dunque, come sarà? La risposta è breve: chi semina, raccoglie.

Ernesto Olivero
EDITORIALE
Rubrica di NUOVO PROGETTO