Sermig

Cosa possiamo imparare

di Anna e Raffaele Schipani - Finalmente l’estate e le vacanze! Perché le desideriamo tanto? La parola vacanza deriva da un verbo latino che significa essere vuoto. È forse questo vuoto che aspettiamo con tanto ardore? Ne siamo proprio sicuri e saremo davvero capaci di gestire tutto questo tempo vuoto? A ciascuno le sue risposte.

A noi vien da pensare che in realtà il tempo delle vacanze è l’occasione di un riempirsi. Intanto si riempie la casa perché i figli che vivono già fuori casa ritornano, quelli che sono ancora a casa finiscono la scuola e trascorrono più tempo in casa, marito e moglie trascorrono più tempo insieme. Se poi si ha la fortuna di andare in un luogo di villeggiatura gli spazi si restringono, vuoi perché le stanze d’albergo o gli alloggi estivi sono sempre un po’ ristretti, vuoi perché lo spazio sulla spiaggia tra un ombrellone e l’altro ti invitano a stringere nuove relazioni. Tutta questa vicinanza può essere fonte di stress o di ricchezza, dipende da noi, da come decidiamo di affrontare la situazione. In fondo questa decisione attraversa tutta la nostra vita.

Un autore contemporaneo ci suggerisce una strada: «Pregare, vuol dire non essere più soli, non solo l’individuo ma l’umanità intera è solidale. Pregare è emergere come l’uomo che annega, emergere sulla superficie delle acque del sangue, della noia o della frenesia della storia per respirare un istante l’aria dell’eternità. Esistere con questo respiro dentro di sé significa abitare uno spazio che non è quello di questo mondo ma quello del Regno, dove Dio è tutto in tutti, dove niente è separato, dove Dio stesso asciuga le lacrime di coloro che escono dalla “grande tribolazione”, non per fuggire dalla storia ma per divenire in essa, paziente e tenace, umile servitore della vita, ad un tempo realista e sognatore». (Olivier Clément)

Una prospettiva diversa può fare una gran differenza...

Anna e Raffaele Schipani
THE FAMILY
Rubrica di NUOVO PROGETTO