Sermig

Lavennder

di Alessandro Del Gaudio - Chi ha detto che le fiabefiniscono sempre bene?

Oggi non ci sono più castelli incantati e draghi, cavalieri in armatura e principesse dalle lunghe trecce. Oggi ci sono isole da favola… questo sì… ma in cui incauti villeggianti si avventurano in cerca di quiete e relax. Il mondo del cinema ci ha spesso parlato di località amene che si trasformano in trappole da cui è difficile scappare, che ipnotizzano le prede come i serpenti e infine le divorano. E forse proprio al cinema si deve il termine Survival, nato per raccogliere in un’unica famiglia questo nuovo genere.

«Nell’universo dell’Avventura non c’è meraviglia che non nasconda un’insidia» si legge nell’introduzione a Lavennder, il quarto volume degli “Speciale Le Storie” della Bonelli. La lettura è scorrevole, belle ed evocative le tavole a colori in cui l’autore – Giacomo Bevilacqua, divenuto celebre con lo pseudonimo Keison e il fumetto umoristico A Panda piace – ci illustra una personale versione di isola maledetta, un posto al centro del quale c’è una casetta in legno con degli inquietanti graffiti, e sulla costa opposta un pericolo in agguato.

Quel che è certo è che il finale di Lavennder vi sorprenderà, a meno che non riusciate a decifrare le chiavi dell’enigma disseminate nella storia, prima fra tutti il nome della meravigliosa protagonista: Gwen.

Giacomo Bevilacqua – Lavennder – Bonelli Editore

Alessandro Del Gaudio
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Rubrica di NUOVO PROGETTO