Sermig

Dopo le vacanze

di Corrado Avagnina - L’estate che ci è toccata è stata quella che sappiamo. Ci ha infatti riservato caldo e siccità.

Come è un po’ inevitabile, anche se quest’anno il meteo sembra abbia esagerato piuttosto. Con le complicazioni che ne sono derivate soprattutto per assicurare l’acqua ai campi ed agli orti, nonché ai rubinetti delle case. Forse solo le vigne hanno sorriso un po’ di più, per un’annata nuovamente da incorniciare (a meno che poi intervengano brutte sorprese, sempre possibili). E quindi, di colpo, la risorsa acqua diventata prioritaria (a dispetto di chi l’avesse dimenticato). Le cronache ci hanno poi riversato addosso il consueto malloppo… di tutto e di più, in termini di news. Con la inquietante sequenza dei femminicidi e di altre violenze assortite. Con dibattiti, talora penosi ed irritanti, sulla pelle degli immigrati e dei richiedenti asilo.

Con una preoccupante difficoltà a farsi pensosi sul serio. Ma la stagione del solleone ci ha pure consentito, forse, qualche momento di pausa. Tante attività sono andate in stand-by. Ed un po’ tutti, se possibile, hanno rallentato i ritmi, magari ritagliandosi qualche giorno in un altrove per staccare dal solito stress di cose a cui pensare. Ovvio che i tempi sono cambiati: oggi le ferie non sono più quelle classiche di un tempo, magnificate dalle cronache col tormentone di “tutti al mare”. Adesso prevale il “mordi e fuggi”, cioè ci si concede qualche puntata, qualche giornata, qualche evento, qualche sortita… disseminando le soste in varie occasioni nell’anno. Restano comunque dei punti fermi che dovrebbero essere ricordati.

In vacanza non ci sono andati tutti. A casa, nelle solite situazioni di sempre, sono rimasti molti anziani, i malati, le persone sole… con il risultato di patire maggiormente una sorta di distacco da chi si è immerso appunto nell’onda delle ferie a tutto spiano. Purtroppo resistono anche gli eccessi, come abbuffate senza senso, come rischi presi in auto, come sfide estreme chissà dove per poi raccontarle… se si torna. Per i credenti dovrebbe essere stata in presa diretta anche la fede che non poteva andare… in vacanza.

Nell’estate, proprio la fede coltivata, talora a fatica, lungo l’anno, avrebbe potuto fruire di un po’ più di attenzione per non finire travolti nelle banalità assortite. E poi chissà se è stata bypassata l’opportunità dell’estate che poteva consentire qualche buona lettura, qualche attimo di silenzio, qualche incontro di valore… magari dando un’anima alla convivialità dietro l’angolo ed ai meeting più variegati, tra il casareccio ed il ricercato. Insomma che bilancio si può fare dell’estate dietro l’angolo?

Corrado Avagnina
QUARTA PAGINA
Rubrica di NUOVO PROGETTO