Sermig

Insieme

di Corrado Avagnina - Il nostro asso nella manica è... la convivialità
C’è un duplice input che da sponde diverse, nelle stagioni controverse che viviamo, spinge ad una sorta di sobrietà che dovrebbe intrigare.
Infatti da una parte c’è il bisogno reclamizzato a più non posso in vista dell’estate a riprendersi una silhouette impeccabile, dall’altra c’è l’istanza evangelica che esige quell’equilibrio nelle cose che si mangiano per avere attenzione anche a chi non riesce ad unire il pranzo con la cena come si dice.

Poi, trasversalmente, si respira tutta quell’aria salutista che rende piuttosto avvertiti su ciò che si porta in tavola. Senza scendere sul terreno spesso conflittuale, nell’opinione pubblica, in cui si piazzano con le loro istanze i vegetariani (o i vegani) e tutti gli altri a pensarla altrimenti.
Beh, al di là di tutto questo, le cronache ci spingono ad occuparci di quanto… siamo bravi, come italiani, nel gestire la vita, assumendola con stile ed allungandola inspiegabilmente.
Infatti la graduatoria stilata da Global Health Index, agenzia internazionale di marca statunitense, colloca l’Italia (su 163 Paesi al mondo) al primo posto per qualità di vita, con l’aggiunta di un altro primato sulla aspettativa di vivere a lungo, perché si toccano gli 80 anni belli tondi. Volete un punto di riferimento che dovrebbe inquietare?

Chi nasce in Sierra Leone ha davanti a sé il traguardo di appena 52 anni! Insomma continuiamo ad avere un sacco di problemi, a cominciare dalle disoccupazioni e dalle nuove povertà (per via della crisi), ma stiamo dando punti alla grande a tutti gli altri nel mondo, che ci invidiano la mai troppo apprezzata dieta mediterranea, con i suoi alimenti freschi, la frutta, la verdura, il pesce. Poi dall’estero ci dicono anche – e magari noi ce ne stupiamo – che possiamo contare su un sistema sanitario all’avanguardia.
Qualche volta dovremmo anche smettere i panni di chi si lamenta solo e sempre, su questo fronte delicato. Saremo anche un popolo che fa poco sport e poco movimento, ma qualcosa forse sta cambiando, lentamente nelle abitudini quotidiane, magari dismettendo un po’ l’auto, camminando maggiormente, bevendo più acqua, fumando meno, riducendo gli alcoolici…

Ma c’è un dato sottolineato dal giornalista enogastronomico Paolo Massobrio su Avvenire: chissà che stia contribuendo la sua parte anche la capacità degli italiani di valorizzare il pasto in famiglia, che aggiunge il plusvalore della convivialità aiutando psicologicamente ed appagando gli animi (oltreché lo stomaco)? Non bisogna esagerare in abbuffate, ma a tavola insieme è meglio. E paradossalmente, sulla condivisione della mensa arriva una lezione formidabile dalla Chiesa venezuelana che nell’emergenza penosa di queste settimane in quel Paese tribolato ha inventato la Olla Solidaria ovvero la pentola solidale, per stare insieme portando qualcosa anche poco da casa e metterlo in comune in un pasto fraterno. Insieme si vince la fame.

Corrado Avagnina
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Rubrica di NUOVO PROGETTTO